VI Domenica TO – Il presente delle Beatitudini

8 febbraio , 2010

Il quadro introduttivo (Lc 6,17) è molto solenne e preciso: Gesù scende dalla montagna in un luogo pianeggiante e pronuncia il suo discorso circondato dai discepoli e dalla folla. Una folla venuta da ogni dove, persino dalle contrade pagane di Tiro e di Sidone. Il confronto con le beatitudini di Matteo (5,3-12) ci offre il modo di notare tre particolarità proprie della narrazione lucana. Il tono di Luca, ad esempio è più personale di quello di Matteo, più rude e coinvolge direttamente l’ascoltatore («Beati voi poveri»). Inoltre Luca parla di poveri, di piangenti, di affamati, di perseguitati, e tralascia le precisazioni di Matteo (poveri nello spirito, affamati di giustizia). Infine Luca elenca tre guai, che imprimono al discorso un tono quanto mai drastico e radicale (6,24-26).

I profeti hanno descritto il tempo messianico come il tempo in cui Dio si sarebbe preso cura dei poveri, degli affamati, dei perseguitati. Gesù proclama che questo tempo è arrivato. Per i profeti le beatitudini erano al futuro, una speranza: «Verrà un tempo in cui i poveri saranno beati». Per Gesù è un presente: oggi i poveri sono beati. La ragione è una sola, fondamentale: la gioia del Regno arrivato. È alla luce del Regno arrivato – Regno che ha capovolto i valori comuni – che si giustifica la paradossalità di queste parole di Gesù.

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V Domenica TO – Seguire Gesù è ascoltare la Parola

1 febbraio , 2010

Anziché soffermarsi sulla chiamata dei discepoli, come fanno Marco e Matteo nei passi paralleli, Luca preferisce concentrarsi sulla forza della Parola (5,1-11). Annunciare la Parola è il primo compito del discepolo, come già suggerisce la scena introduttiva: Gesù, seduto sulla barca di Simone, annuncia la Parola alla folla che accorse ad ascoltarlo.

Il successo della missione del discepolo sta tutta nella forza della Parola di Gesù. Se il discepolo si affida a se stesso la pesca è fallimentare, se invece si fida della parola di Gesù la pesca è abbondante. La risposta di Pietro all’ordine di Gesù («Sulla tua parola calerò le reti»), esprime certamente una grande obbedienza, ma anche, e forse più, una grande fiducia. È infatti in obbedienza a un ordine che la propria esperienza sembra assurda e inutile: «Abbiamo faticato la notte senza prendere nulla». Dunque Pietro si fida della parola di Gesù nonostante le verifiche che potevano giustificare il contrario.

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IV Domenica TO – La divinità di Gesù è universale

25 gennaio , 2010

Luca apre il suo racconto del ministero pubblico di Gesù registrando un rifiuto.

Intelligentemente, però, non si limita a porre subito il lettore di fronte al nodo cruciale della vita di Gesù, ma si premura di offrirgli nel contempo due indicazioni che avviano a una sua corretta inter­pretazione.

La prima: «Nessun profeta è ben accolto in patria». Il rifiuto che ora Gesù incontra a Nazareth, e che più tardi incontrerà nel suo popolo, non deve essere visto come un fatto isolato: è già accaduto prima e continuerà ad accadere dopo. Né un fatto isolato né puramente un fatto del passato, ma un fatto contemporaneo a ogni generazione. La constatazione storica che il popolo ebraico ha rifiutato il suo Messia dopo averlo a lungo atteso suscita in molti imbarazzo e scandalo. Ma non è il caso, sembra dire il Vangelo: è la sorte normale dei profeti, alla quale il Cristo stesso – il più grande di tutti i profeti – non ha voluto sottrarsi. La Croce non è da imputare alla particolare malvagità di quella generazione o di quei giudei, ma piuttosto a quella comune durezza di cuore, che si incontra dappertutto: proprio quella cecità, o indifferenza, di cui noi siamo spesso i primi rap­presentanti.

E la seconda indicazione: «Gesù, però, passando in mezzo a loro, se ne andò». Gesù non fugge, ma si allontana con sovrana libertà («passando in mezzo a loro»). È come un simbolo, quasi un anticipo della futura risurrezione. Non è l’opposizione degli uomini la carta vincente. L’opposizione degli abitanti di Nazareth non è riuscita ad arrestare la storia di Gesù, come non riusciranno – più tardi – i suoi crocifissori. I profeti uccisi sono più vivi che mai, e il Messia crocifisso è risorto.

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La Vita con la V maiuscola

22 gennaio , 2010

É una delle frasi che piú spesso sentirete dire da P.Sergio (Ciao!!), praticamente in ogni predica. Perché é cosí importante? Praticamente, cosa vuole dire?

Ho mandato un email a S.Agostino (potenti mezzi di Oxford, anche email speciali!!!), che mi ha risposto, mandando una lettera a tutti noi. In una nota a parte mi ha detto che sono tutte cose che ha giá detto, esattamente 1.600 anni fa, ma é meglio ripetere…

“Cos’é la vita con V maiuscola? É la vita vera, é la vita che io amo. E io non amo la vita per quello che è (quanti calci abbiamo preso dalla vita?), ma la amo per quella che sono io grazie a lei. Questa vita mi permette di essere ció che sono e mi da opportunitá. Io mi amo, quindi amo la mia vita. Perché, ricorda, la vita é dolce, se gli vuoi bene.

Sapete cosa ci aiuta in questa vita? Il sogno, la poesia, l’ottimismo. Questi aiutano la realtá piú di ogni altro mezzo.

Ma nella vita dobbiamo cercare, cercare, cercare. Cercate sempre, ma con gioia, con libertá: cercate come chi ha trovato. Ma quando trovate, fate una grande festa, siate felici! Trovate come chi ha sempre cercato.

Cercare con fede, ma anche mettiamoci la nostra testa, il nostro impegno. Quella che io chiamo “ragione”. Perché la fede cerca, la ragione trova. E dopo che la ragione ha trovato, sapete cosa succede? Si rimette a cercare!! Perché la fede insieme alla ragione, non cercano qualcosa, ma cercano QUALCUNO. Peró ricorda, non cercare “fuori”, ritorna in te stesso, perché la verità risiede nell’intimo dell’uomo.

E poi, ricorda, tu sai cosa vuoi, ma solo Dio sa cosa ti fa bene.

Quindi, sembra strano, lo so, ma se a volte non capisci qualcosa, sai cosa devi fare? Prega!

Ma noi non siamo soli in questa vita, viviamo con altre persone. Alcune le amiamo, altre… un po’ di meno. É normale. ma ricordati che l’ira é un’erbaccia, ma l’odio é un albero! Prova ad immagine un po’ di erbetta o erbaccia che cresce su un cuore… sta male, va strappata, ma succede. Ma se nel nostro cuore cresce un albero, allora lo spacca, lo distrugge. Questo é quello che fa l’odio nella nostra vita.

E le persone che amiamo? Quelle, chissá perché, sono quelle che se ne vanno per prime, che “traslocano” in un Regno di Pace. Ma ricorda, quelli che ci hanno lasciato non sono assenti, sono solo invisibili, tengono i loro occhi pieni di gloria fissi nei nostri pieni di lacrime.

In questa vita abbiamo amici e a volte anche nemici: strano, peró a volte gli amici adulando pervertono, mentre i nemici con i rimproveri molte volte correggono. Possiamo imparare tanto dai nostri nemici, dalle nostre debolezze, dai nostri sbagli.

Parliamo un po’ del tempo, perché sai, padre Sergio, la nostra vita (anche con la V maiuscola) é nel tempo: I giorni passano, il tempo passa (anzi, io non so neanche cosa sia il tempo. Chi mi puó aiutare?), ma quello che non passa sono le emozioni che la Vita ti regala, nel bene come nel male. Allora prendiamo queste emozioni, raccogliamole e portiamole con noi, nel nostro domani. E tutto, nell’amore di Dio, prenderá il suo posto, ogni tessera del puzzle andrá dove deve andare e la Vita si mostrerá a te nella sua bellezza. Non buttiamo via le emozioni, perché poi ci saranno dei buchini nel puzzle.

Se pensi troppo al futuro, dimentichi il presente. E cosí vivi male presente e futuro.

C’é chi vive come se non dovesse morire mai, ma quando muore é come se non avesse mai vissuto.

Vuoi una vita con la V maiuscola? Ricordati che hai due piedi, non far finta di essere zoppo! Hai dentro di te le possibilitá, usale!

Ama ed egli si avvicinerà, ama ed egli abiterà in te

Impara a perdonare. Perdonare gli altri é facile, impara a perdonare te stesso!

Un saluto a tutti.

Ah! sapete chi capisce bene queste cose? Un innamorato!

Ciao!

Agostino di Ippona, vescovo”


La gioia e l’amore

20 gennaio , 2010

La gioia è amore,
la conseguenza logica
di un cuore ardente d’amore.
La gioia è una necessità
e una forza fisica.
la nostra lampada arderà
dei sacrifici fatti con amore
se siamo pieni di gioia.

M.Teresa


Perché la povertá evangelica?

20 gennaio , 2010

Più tutto mi mancherà quaggiù, più troverò l’Unico necessario.

- Charles De Foucauld-


Archeologia a Cipro

20 gennaio , 2010

La cattedra di Storia della Chiesa (nell’Impero Romano) dell’Universitá di Oxford, organizza una visita guidata a Cipro, in un prossimo fine-settimana, dal 18 al 20 febbraio.
Si visiteranno gli scavi della necropoli romana di Salamis, dove é stata scoperta la tomba di Barnaba
si studierá perché Barnaba, con Paolo, é andato da Antiochia a Salamis e i flussi commerciali dell’Impero Romano
Si visiterá la tomba di Lazzaro (dopo che Lazzaro é risuscitato dai morti, é stato poi – dicono le leggende – scacciato dai suoi compaesani che lo ritenevano “diverso”. Andrá a Cipro, dove diventerá Vescovo. Sulla sua tomba c’é scritto l’epitaffio piú bello che si possa immaginare: “Lazzaro, amico di Gesú”)
Rovine di Salamis, dove Barnaba e Paolo predicavano insieme
Il monastero della Santa Croce, fondata da S.Elena, madre di Costantino, circa 1.800 anni fa
la casa di Dionisio
e tanto altro
dunque, ci sono dei posti liberi… anche se pochi
chiaramente il viaggio da Bp non é compreso, ma l’ospitalitá (scambio culturale miatt) costa veramente poco: 10 sterline a notte, con colazione. sistemazione in college universitario, i maschietti di qua e le femminucce di lá.
chi puó liberarsi per un fine settimana ed ha voglia di fare un’esperienza nuova, mi mandi un email, ma subito…
Anche gli altri miei compagni si sono attivati per far venire i loro amici. Saremo circa una ventina (forse), chiaramente tutto in inglese

Ciao da Oxford
Walter


III TO – Oggi si è compiuta questa Scrittura.

18 gennaio , 2010

Dal Vangelo secondo Luca ( Lc 1,1-4; 4,14-21)

“Oggi si è compiuta questa Scrittura.”
Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divenne­ro ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa render­ti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.

In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.

Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:

«Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione

e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,

a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista;

a rimettere in libertà gli oppressi e proclamare l’anno di grazia del Signore».

Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascol­tato».

Un evento che stravolge l’oggi
A differenza di Matteo e Marco, Luca colloca l’episodio di Nazareth e il discorso nella sinagoga al­l’inizio dell’attività di Gesù: ne fa un discorso inaugurale e programmatico, e lo utilizza come som­mario che fa da apertura all’attività pubblica del Messia.

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Prendi la tua vita

13 gennaio , 2010

Se non puoi avere la vita che desideri, cerca almeno di fare questo, per quanto possibile:
non sciuparla nel troppo commercio con la gente, con troppe parole e in un viavai frenetico.
Non sciuparla portandola in giro in balìa del quotidiano gioco balordo degli incontri e degli inviti,
fino a fare della tua vita stessa una stucchevole estranea.

- Konstantinos Kavafis -

WF


Il Film della tua vita

11 gennaio , 2010

Puoi chiedere aiuto, per far entrare Dio nella storia della tua vita;
tutto sta nel chiedere a Gesú di aiutarti ora, di guarire i tuoi ricordi, di darti la Sua Misericordia.

insomma… di vivere libero!

WF


Le Nozze di Cana

11 gennaio , 2010

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 2,1-12)

In quel tempo, vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli.

Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Don­na, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela».

Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ot­tanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino al­l’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono.

Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli dis­se: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora».

Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.

L’antico che lascia posto al nuovo
Il gesto compiuto da Gesù a Cana di Galilea (Gv, 2,1-12) è una manifestazione messianica, come il Battesimo al Giordano. Ma mentre al Battesimo è il Padre che svela il significato profondo del Cri­sto, qui è Gesù stesso che si manifesta.

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Il giusto orgoglio di essere cattolici!

10 gennaio , 2010

segue un brano dell’intervista a benedetto XVI nella sua prima Giornata Mondiale della Gioventú….

Santità, quale il messaggio specifico che Lei vuole portare ai giovani che da tutto il mondo vengono a Colonia? Qual è la cosa più importante che lei vuole trasmettere loro?

R. – Vorrei fare capire loro che è bello essere cristiani! L’idea genericamente diffusa è che i cristiani debbano osservare un’immensità di comandamenti, divieti, principi e simili e che quindi il cristianesimo sia qualcosa di faticoso e oppressivo da vivere e che si è più liberi senza tutti questi fardelli. Io invece vorrei mettere in chiaro che essere sostenuti da un grande Amore e da una rivelazione non è un fardello ma sono ali e che è bello essere cristiani. Questa esperienza ci dona l’ampiezza, ci dona però soprattutto la comunità, il fatto cioè che come cristiani non siamo mai soli: in primo luogo c’è Dio, che è sempre con noi; e poi noi, tra di noi, formiamo sempre una grande comunità, una comunità in cammino, che ha un progetto per il futuro: tutto questo fa sì che viviamo una vita che vale la pena di vivere. La gioia di essere cristiano: è bello ed è giusto, anche, credere!


La preghiera perfetta

8 gennaio , 2010

Io lo guardo, lui mi guarda. Ecco la preghiera perfetta.
(M. teresa)


Il desiderio di Dio

7 gennaio , 2010

S.Agostino é un grande! Ecco alcune frasi: in pratica, dice che se noi desideriamo Dio, questo desiderio é giá preghiera. Se non lo desideriamo, possiamo pregare quanto vogliamo, ma saranno solo "parole, parole, parole…"

Ipsum desiderium tuum, oratio tua est; et si continuum desiderium, continua oratio.
Il tuo stesso desiderio è la tua preghiera: e se continuo è il desiderio, continua è la preghiera. (Ep. 130, 18-20)

Desiderium sinus cordis est; capiemus, si desiderium quantum possumus extendamus.
Il desiderio è il recesso più intimo del cuore. Quanto più il desiderio dilata il nostro cuore, tanto più diventeremo capaci di accogliere Dio. (In Io. Ev. tr. 40, 10)

Desiderium semper orat, etsi lingua taceat. Si semper desideras, semper oras. Quando dormitat oratio? Quando friguerit desiderium. (Serm. 80, 7)
Il desiderio prega sempre anche se tace la lingua. Se tu desideri sempre, tu preghi sempre. Quand’è che la preghiera sonnecchia? Quando si raffredda il desiderio. (Serm. 80, 7)

Nam qui desiderat, etsi lingua taceat, cantat corde; qui autem non desiderat, quolibet clamore aures hominum feriat, mutus est Deo.
Chi desidera, anche se tace con la lingua,canta con il cuore. Chi invece non desidera, anche se ferisce con le sue grida le orecchie degli uomini, è muto dinanzi a Dio. (En. in ps. 86, 1)

Quid enim desideres tu nosti; quid tibi prosit ille novit.
Tu sai che cosa desideri, ma egli solo sa che cosa ti giova. (Serm. 80, 1)

Continuum desiderium tuum, continua vox tua est. Tacebis, si amare destiteris.
Il tuo continuo desiderio, è la tua continua voce. Tacerai, se smetterai di amare. (En. in ps. 37, 13)

WF


Santitá discreta

6 gennaio , 2010

E’ una cosa molto banale il voler apparire agli occhi degli altri.
Io voglio avere il mio giardino segreto, dove dare appuntamento all’Amore.
Voglio una santità che rimanga fra me e te, mio Dio, raggiunta soltanto attraverso un comportamento filiale.

- Auguste Valensin -

WF