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	<title>Comunitá Cattolica italiana in Ungheria</title>
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	<description>Cura pastorale degli italiani emigrati e di chi é di passaggio in Ungheria, grazie ai frati Cappuccini veneti  di Budapest</description>
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		<title>Comunitá Cattolica italiana in Ungheria</title>
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		<title>Bandiera europea ispirata alla medaglia miracolosa</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 18:38:50 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Storia]]></category>

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		<description><![CDATA[Una piccola rivincita sulla croce e l&#8217;Europa&#8230;.
di Vittorio Messori &#8211; Corriere della sera 14 luglio 2003
Che sia una di quelle ironiche «astuzie della Storia» di cui parlava Hegel?Di certo, il caso è curioso. In effetti, giovedì 10 luglio, a Bruxelles, con solenne cerimonia è stata presentata la bozza definitiva della Costituzione d&#8217;Europa.
E&#8217; quella nel cui [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=marcodaviano.wordpress.com&blog=3461056&post=826&subd=marcodaviano&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Una piccola rivincita sulla croce e l&#8217;Europa&#8230;.</p>
<p><em>di Vittorio Messori &#8211; Corriere della sera 14 luglio 2003</em></p>
<p>Che sia una di quelle ironiche «astuzie della Storia» di cui parlava Hegel?Di certo, il caso è curioso. In effetti, giovedì 10 luglio, a Bruxelles, con solenne cerimonia è stata presentata la bozza definitiva della Costituzione d&#8217;Europa.<br />
E&#8217; quella nel cui preambolo non si è fatto il nome del Cristianesimo, provocando le ben note polemiche e la protesta della Santa Sede. Ma questa stessa Costituzione, nel definire i propri simboli, ribadisce solennemente che la bandiera europea è azzurra con dodici stelle disposte a cerchio. Ebbene: sia i colori, che i simboli, che la loro disposizione in tondo, vengono direttamente dalla devozione mariana, sono un segno esplicito di omaggio alla Vergine. Le stelle, in effetti, sono quelle dell&#8217;Apocalisse al dodicesimo capitolo: «<strong>Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una Donna vestita di sole con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle</strong>». Quella Donna misteriosa, per la tradizione cristiana, è la madre di Gesù. Anche i colori derivano da quel culto: l&#8217;azzurro del cielo e il bianco della purezza verginale. Nel disegno originario, infatti, le stelle erano d&#8217;argento e solo in seguito hanno preso il colore dell&#8217;oro.<br />
<strong>Insomma: anche se ben pochi lo sanno, la bandiera che sventola su tutti gli edifici pubblici dell&#8217;Unione (e il cerchio di stelle che sovrasta l&#8217;iniziale dello Stato sulle targhe di ogni automobile europea) sono l&#8217;invenzione di un pittore che si ispirò alla sua fervente devozione mariana.</strong><span id="more-826"></span><br />
E&#8217; una storia di cui circolano versioni diverse, ma che abbiamo ricostruito con esattezza giá nel 1995, in un&#8217;inchiesta per il mensile di Famiglia cristiana , Jesus . La vicenda, dunque, inizia nel 1949 quando, a Strasburgo, fu istituito un primo «Consiglio d&#8217;Europa», un organismo poco più che simbolico e privo di poteri politici effettivi, incaricato di «porre le basi per un&#8217;¹auspicata federazione del Continente». L&#8217;anno dopo, anche per giustificare con qualche iniziativa la sua esistenza, quel Consiglio bandì un concorso d&#8217;idee, aperto a tutti gli artisti europei, per una bandiera comune. Alla gara partecipò pure Arsène Heitz, un allora giovane e poco noto designer che al tempo della nostra inchiesta era ancora vivo e lucido, pur se ultra novantenne. <strong>Heitz, come moltissimi cattolici, portava al collo la cosiddetta «Medaglia Miracolosa», coniata in seguito alle visioni, nel 1830, a Parigi, di santa Catherine Labouré</strong>. Questa religiosa rivelò di avere avuto incarico dalla Madonna stessa di far coniare e di diffondere una medaglia dove campeggiassero le dodici stelle dell&#8217;Apocalisse e l&#8217;invocazione: «Maria, concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te». La devozione si diffuse a tal punto nell&#8217;intero mondo cattolico da fare di quella «Medaglia Miracolosa» uno degli oggetti più diffusi, con molte centinaia di milioni di esemplari. Ne aveva al collo una di latta e legata con uno spago anche santa Bernadette Soubirous quando, l&#8217;11 febbraio del 1858, ebbe la prima apparizione della Signora, che apparve vestita proprio di bianco e di azzurro.<br />
Ebbene, Arsène Heitz non era soltanto uno degli innumerevoli cattolici ad avere su di sé quella Medaglia nata da un&#8217;apparizione, ma nutriva una speciale venerazione per l&#8217;Immacolata. Dunque, pensò di costruire il suo disegno con le stelle disposte in circolo, come nella Medaglia, su uno sfondo di azzurro mariano. Il bozzetto, con sua sorpresa, vinse il concorso, la cui commissione giudicatrice era presieduta da un belga di religione ebraica, responsabile dell&#8217;ufficio stampa del Consiglio, Paul M. G. Lévy, che non conosceva le origini del simbolo, ma fu probabilmente colpito positivamente dai colori. In effetti, l&#8217;azzurro e il bianco (le stelle, lo dicevamo, non erano gialle ma bianche nel bozzetto originale) erano i colori della bandiera del neonato Stato d&#8217;Israele. Quel vessillo sventolò la prima volta nel 1891, a Boston, sulla sede della «Societá Educativa Israelitica» e si ispirava allo scialle a strisce usato dagli ebrei per la preghiera. Nel 1897, alla Conferenza di Basilea, fu adottato come simbolo dell&#8217;Organizzazione Sionista Mondiale, divenendo poi nel 1948 la bandiera della repubblica di Israele. In una prospettiva di fede è felicemente simbolica questa unione di richiami cristiani ed ebraici: la donna di Nazareth, in effetti, è la «Figlia di Sion» per eccellenza, è il legame tra Antico e Nuovo Testamento, è colei nel cui corpo si realizza l&#8217;attesa messianica. Anche il numero delle stelle sembra collegare strettamente le due fedi: dodici sono i figli di Giacobbe e le tribù di Israele e dodici gli apostoli di Gesù. Dunque, il giudeo-cristianesimo che ha costruito il Continente unito in uno stendardo.Sta di fatto che alcuni anni dopo la conclusione del concorso d&#8217;idee, nel 1955, il bozzetto di Heitz fu adottato ufficialmente come bandiera della nuova Europa. Tra l&#8217;altro, a conferma dell&#8217;ispirazione biblica e al contempo devozionale del simbolo, il pittore riuscì a far passare una sua tesi, che fu fatta propria dal Consiglio d&#8217;Europa. Ci furono critiche, infatti, visto che gli Stati membri erano all&#8217;epoca soltanto sei: perché, allora, dodici stelle? La nuova bandiera non doveva rifarsi al sistema della Old Glory, lo stendardo degli Usa, dove ad ogni Stato federato corrisponde una stella?Arsène Heitz riuscì a convincere i responsabili del Consiglio: pur non rivelando la fonte religiosa della sua ispirazione per non creare contrasti, sostenne che il dodici era, per la sapienza antica, «un simbolo di pienezza» e non doveva essere mutato neanche se i membri avessero superato quel numero. Come difatti avvenne e come ora è stato stabilito definitivamente dalla nuova Costituzione. Quel numero di astri che, profetizza l&#8217;Apocalisse, fanno corona sul capo della «Donna vestita di sole» non sará mai mutato.Per finire con un particolare che può essere motivo di riflessione per qualche credente: la seduta solenne durante la quale la bandiera fu adottata si tenne, lo dicevamo, nel 1955, in un giorno non scelto appositamente ma determinato solo dagli impegni politici dei capi di Stato. Quel giorno, però, era un 8 dicembre, quando cioè la Chiesa celebra la festa della Immacolata Concezione, la realt� di fede prefigurata da quella Medaglia cui la bandiera era ispirata. Un caso, certo, per molti. Ma forse, per altri, il segno discreto ma preciso di una realt� «altra», in cui ha un significato che per almeno mille anni, sino alla lacerazione della Riforma, proprio Maria sia stata venerata da tutto il Continente come «Regina d&#8217;Europa».</p>
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		<title>Cristo Re dell&#8217;Universo</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 17:04:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcodaviano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Catechesi]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[dall'Ungheria]]></category>

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Pilato disse a Gesù: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: &#8230;. «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di  	questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi  	consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». Allora Pilato gli disse: «Dunque [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=marcodaviano.wordpress.com&blog=3461056&post=824&subd=marcodaviano&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://marcodaviano.wordpress.com/2009/11/15/cristo-re-delluniverso/"><img src="http://img.youtube.com/vi/L1WcffKoXBQ/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p><em>Pilato disse a Gesù: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: &#8230;. «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di  	questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi  	consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io  	sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per  	dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia  	voce».</em><span style="font-family:Book Antiqua;color:#800000;font-size:small;"><em><br />
</em><br />
</span>Gesù di Nazaret si è presentato come un re, ma  		il suo regno non è di questo mondo. Comincia a edificarsi quaggiù, ma  		non fa alcuna concorrenza ai regni terrestri. Durante tutta la sua vita  		pubblica, Gesù ha badato con cura estrema che non si potesse dare  		un&#8217;interpretazione politica alla sua missione. A parecchie riprese lo  		vogliono fare re, ma ogni volta egli si sottrae.</p>
<p><em><span style="font-family:Book Antiqua;color:#800000;font-size:small;">Il regno di Dio, secondo la parola del nostro Signore e Salvatore, non         viene in modo da attirare l&#8217;attenzione e nessuno dirà: Eccolo qui o         eccolo là; il regno di Dio è in mezzo a noi. Colui che prega che venga il         regno di Dio, prega in realtà che si sviluppi, produca i suoi frutti e         giunga al suo compimento quel regno di Dio che <strong>egli ha in sé</strong>. Dio regna         nell&#8217;anima dei santi ed essi obbediscono alle leggi spirituali di Dio         che in lui abita. </span><span style="font-family:Book Antiqua;color:#800000;font-size:small;">Se vogliamo quindi che Dio regni in noi, in nessun modo «regni il         peccato nel nostro corpo mortale». Facciamo frutti         nello Spirito, perché Dio possa dimorare in noi come in un paradiso         spirituale. Regni in noi solo Dio Padre col suo Cristo. Sia in noi         Cristo assiso alla destra di quella potenza spirituale che pure noi         desideriamo ricevere. (Origene, sacerdote, </span><span style="font-family:Book Antiqua;color:#800000;font-size:small;">Dall&#8217;opuscolo         «La preghiera»)</span></em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Maternitá e lavoro</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 06:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcodaviano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Catechesi]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani e Famiglia]]></category>

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		<description><![CDATA[ri-pubblico un articolo secondo me molto bello di Marina Corradi, giornalista di Avvenire, dove invita la Ministro Gelmini &#8211; che ha affermato di non voler perdere neanche un giorno di lavoro per la sua maternitá &#8211; a considerarne la bellezza ed il suo valore&#8230;
«Neppure un giorno a casa», promette sorridendo il ministro Mariastella Gelmini, annunciando [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=marcodaviano.wordpress.com&blog=3461056&post=828&subd=marcodaviano&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><em>ri-pubblico un <a href="http://www.avvenire.it/Commenti/SIGNORA+MINISTRO+SI+PRENDA+IL+TEMPO+PI+BELLO_200911120731593800000.htm">articolo </a>secondo me molto bello di Marina Corradi, giornalista di Avvenire, dove invita la Ministro Gelmini &#8211; che ha affermato di non voler perdere neanche un giorno di lavoro per la sua maternitá &#8211; a considerarne la bellezza ed il suo valore&#8230;</em></p>
<p>«Neppure un giorno a casa», promette sorridendo il ministro Mariastella Gelmini, annunciando la sua prossima maternità. È la tendenza fra le nuove madri professioniste o dirigenti, superimpegnate in un lavoro che le appassiona, e in grado di pagare le migliori tate: «Neppure un giorno a casa». Libere di fare come preferiscono. Tuttavia, però, vorremmo solo dire a queste donne, in amicizia, una cosa: vi perdete, in quest’ansia di tornare a &#8220;produrre&#8221;, qualcosa di molto grande. Vi perdete le vostre ore più belle. È un privilegio ormai, in questi tempi di precariato, potersi concedere di fermarsi per un figlio. È quasi un lusso. Ma a mia figlia, quando sarà grande, direi: prenditi tutto il tempo che puoi, consuma questi giorni in pace. Guardati, abbracciati il tuo bambino. Queste ore non torneranno.</p>
<p>Prenditi il tempo di stringertelo addosso: guarda come istintivamente ti si rannicchia fra le braccia, cercando ancora l’eco del battito del tuo cuore. Guardalo, e lasciati riempire di stupore: nove mesi fa non c’era, e ora è un uomo. Non è sbalorditivo? Germinato da un seme invisibile. Perfetto, e sì che tu di lui non avresti saputo fare neanche un capello. Trattieni il fiato: quel tuo figlio fra le braccia, è un mistero.</p>
<p>Annusalo: sa di latte, di cucciolo. Ma già fra pochi giorni il suo sguardo si illuminerà incontrando i tuoi occhi.<span id="more-828"></span> Non lasciarti rubare quello sguardo da nessuno. Niente vale quel suo primo riconoscerti, quel tacito dirti: eri tu, quel buio morbido che mi abbracciava.<br />
Guardalo. Guardagli le mani, così incredibilmente piccole; e senti come afferra e stringe forte il tuo dito, come ci si avvinghia. Impara come lo calma la tua voce, e come la ninna nanna che ti cantava tua madre, trent’anni dopo, naturalmente ti torna alla memoria.</p>
<p>Guardalo ancora. A chi somiglia? Ritrovargli negli occhi lo stesso cipiglio di tuo padre, o nei capelli il rosso fulvo di un nonno che neanche hai conosciuto. I geni che arcanamente si declinano, memori, nel tuo bambino. E lui, lui che – è straordinario – è te, e insieme l’uomo che ami.<br />
Piange. Ha fame a tutte le ore. Ti avranno detto: un figlio, che fatica. Ti avranno detto delle notti in bianco. Vero, ma non si parla mai del resto: di cos’è, di quanto è grande stringersi addosso questo piccolo straniero. Se la fa addosso, urla, ha bisogno di tutto. Ma te ne innamorerai pazzamente. Non perdere i primi giorni di un grande amore.</p>
<p>Succhia, avido, e poi crolla addormentato. Tientelo stretto ancora un momento. Fermati a scoprire con meraviglia che ogni uomo al mondo è stato, un giorno, come tuo figlio stanotte: un bambino inerme fra le braccia di una donna. Ognuno, pensa: tutti i guerrieri e tutti i soldati, e gli assassini e gli eroi, tutti i morti di tutte le guerre del mondo sono stati, un giorno, uguali a tuo figlio stanotte: come lui innocenti, come lui abbandonati. Se lo capisci, non guardi più agli altri come prima. Sei quasi sottilmente cambiata. È un’altra donna, quella che incroci allo specchio con quel neonato fra le braccia. Come avendo per un istante sperimentato cos’è, la misericordia; che vuol dire, in ebraico, &#8220;amare con viscere materne&#8221;.</p>
<p>Gusta gli attimi, non avere fretta, contempla ciò che ti è accaduto. Hai avuto un dono. Esserne felice è già il principio di una gratitudine. (E chi è grato, è lieto).</p>
<p>Questo dirò a mia figlia, quando sarà grande. Le dirò che il lavoro è una cosa bellissima, è una cosa importante. Ma non lo è tanto da rinunciare ai primi mesi con tuo figlio. Sono tuoi, ti appartengono. Sono un privilegio – sì, privilegio, anche se oggi non si usa dirlo – delle donne: la straordinaria gioia di mettere al mondo, dalla propria carne, noi capaci di nulla, un uomo.<br />
Signora ministro, auguri. Se lo goda almeno un po’, il suo bambino. Tutto, di fronte a lui, può attendere. Non si perda l’inizio di un grande amore.</p>
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		<title>Passeranno i cieli</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 15:24:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcodaviano</dc:creator>
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Il cielo e la terra passeranno,  	ma le mie parole non passeranno. Quanto però a quel giorno o a quell&#8217;ora,  	nessuno lo sa, né gli angeli nel cielo né il Figlio, eccetto il Padre&#8230;(Mc 13,24-32)
Da S.Agostino, Vescovo
Lo vogliamo o no, egli verrà. Verrà, e quando non lo aspetti. Se ti troverà   [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=marcodaviano.wordpress.com&blog=3461056&post=822&subd=marcodaviano&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://marcodaviano.wordpress.com/2009/11/12/passeranno-i-cieli/"><img src="http://img.youtube.com/vi/tQQL2g3bFmY/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p><span style="color:#800000;">Il cielo e la terra passeranno,  	ma le mie parole non passeranno. Quanto però a quel giorno o a quell&#8217;ora,  	nessuno lo sa, né gli angeli nel cielo né il Figlio, eccetto il Padre&#8230;</span><span style="font-family:Book Antiqua;color:#800000;font-size:small;">(Mc 13,24-32)</span></p>
<p><span style="font-family:Book Antiqua;color:#800000;font-size:small;">Da S.Agostino, Vescovo</span></p>
<p><span style="font-family:Book Antiqua;color:#800000;font-size:small;">Lo vogliamo o no, egli verrà. Verrà, e quando non lo aspetti. Se ti troverà         pronto, non ti nuocerà il fatto di non averne conosciuto in anticipo il         momento esatto.<br />
«E si rallegreranno tutti gli alberi della foresta». E&#8217; venuto una         prima volta, e poi tornerà a giudicare la terra. Troverà pieni di         gioia  coloro che alla sua prima venuta «hanno creduto che tornerà».         Troverà pieni di gioia coloro che alla sua prima venuta «hanno creduto         che tornerà».<br />
</span></p>
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		<title>Dai quello che sei&#8230; anche solo 2 soldi</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 11:29:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcodaviano</dc:creator>
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Venuta una vedova povera, gettò due monetine, che fanno un soldo. Allora Gesú, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «Questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=marcodaviano.wordpress.com&blog=3461056&post=820&subd=marcodaviano&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://marcodaviano.wordpress.com/2009/11/04/dai-quello-che-sei-anche-solo-2-soldi/"><img src="http://img.youtube.com/vi/42OhPRmq1M0/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p><em>Venuta una vedova povera, gettò due monetine, che fanno un soldo. Allora Gesú, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «Questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere (Mc 12,38-44)</em></p>
<p>La vedova ha dato del suo necessario, a differenza dei ricchi, che danno qualcosa della loro potenza e dei loro privilegi con ostentata e pomposa ricerca della propria gloria. Il gesto furtivo con cui la vedova getta in silenzio i suoi due spiccioli è un gesto di preghiera, di fede e di amore. L&#8217;obolo è insignificante, ma il dono è totale; tanto più grande quanto meno si ostenta, e anzi cerca di nascondersi. Gesù, che ha ammirato il gesto e l&#8217;ha lodato, non misura gli atti umani col nostro metro che si ferma alle apparenze.<br />
Egli non misura in cifre quello che doniamo; lo misura in amore, lo valuta secondo il metro dei valori interiori della persona; egli arriva al cuore.<br />
Donare così, come la vedova, è donare come fa Dio, il quale non ci dona della sua abbondanza, non ci dona di quello che ha, ma di quello che è: la sua stessa vita divina. Gesù povero e servitore degli uomini non è una parentesi nella vita di Dio, ma la manifestazione della condizione stessa di Dio. Egli non è un ricco venuto a visitare, da turista, la terra sottosviluppata dell&#8217;umanità; egli è il nostro fratello che è diventato povero e schiavo, per arricchire della sua ricchezza la nostra povertà.</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/marcodaviano.wordpress.com/820/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/marcodaviano.wordpress.com/820/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/marcodaviano.wordpress.com/820/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/marcodaviano.wordpress.com/820/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/marcodaviano.wordpress.com/820/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/marcodaviano.wordpress.com/820/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/marcodaviano.wordpress.com/820/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/marcodaviano.wordpress.com/820/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/marcodaviano.wordpress.com/820/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/marcodaviano.wordpress.com/820/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=marcodaviano.wordpress.com&blog=3461056&post=820&subd=marcodaviano&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>A che serve la lode ai santi?</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 05:12:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcodaviano</dc:creator>
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Dai         «Discorsi» di san Bernardo, abate         (Disc. 2; Opera omnia, ed. Cisterc. 5 [1968] 364-368)
A che serve dunque la nostra lode ai santi, a che il nostro tributo di         gloria, a [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=marcodaviano.wordpress.com&blog=3461056&post=817&subd=marcodaviano&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://marcodaviano.wordpress.com/2009/10/29/a-che-serve-la-lode-ai-santi/"><img src="http://img.youtube.com/vi/ITme-RIkTYU/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p><span style="color:#800000;"><em>Dai         «Discorsi» di san Bernardo, abate         (Disc. 2; Opera omnia, ed. Cisterc. 5 [1968] 364-368)</em></span></p>
<p><span style="color:#800000;">A che serve dunque la nostra lode ai santi, a che il nostro tributo di         gloria, a che questa stessa nostra solennità? Perché ad essi gli onori         di questa stessa terra quando, secondo la promessa del Figlio, il Padre         celeste li onora? A che dunque i nostri encomi per essi? I santi non         hanno bisogno dei nostri onori e nulla viene a loro dal nostro culto. </span></p>
<p><span style="color:#800000;">E&#8217;         chiaro che, quando ne veneriamo la memoria, facciamo i nostri interessi,         non i loro.<br />
Per parte mia devo confessare che, quando penso ai santi, mi sento         ardere da grandi desideri.<br />
Il primo desiderio, che la memoria dei santi o suscita o stimola         maggiormente in noi, è quello di godere della loro tanto dolce         compagnia e di meritare di essere concittadini e familiari degli spiriti         beati,<span id="more-817"></span> di trovarci insieme all&#8217;assemblea dei patriarchi, alle schiere         dei profeti, al senato degli apostoli, agli eserciti numerosi dei         martiri, alla comunità dei confessori, ai cori delle vergini, di essere         insomma riuniti e felici nella comunione di tutti i santi.<br />
Ci attende la primitiva comunità dei cristiani, e noi ce ne disinteresseremo? I santi desiderano di averci con loro e noi e ce ne mostreremo indifferenti? I giusti ci aspettano, e noi non ce ne prenderemo cura? No, fratelli, destiamoci dalla nostra deplorevole apatia. Risorgiamo con Cristo, ricerchiamo le cose di lassù, quelle gustiamo. Sentiamo il desiderio di coloro che ci desiderano, affrettiamoci verso coloro che ci aspettano, anticipano con i voti dell&#8217;anima la condizione di coloro che ci attendono. Non soltanto dobbiamo desiderare la compagnia dei santi, ma anche di possederne la felicità. Mentre dunque bramiamo di stare insieme a loro, stimoliamo nel nostro cuore l&#8217;aspirazione più intensa a condividerne la gloria. Questa bramosia non è certo disdicevole, perché una tale fame di gloria è tutt&#8217;altro che pericolosa.<br />
Vi è un secondo desiderio che viene suscitato in noi dalla         commemorazione dei santi, ed è quello che Cristo, nostra vita, si         mostri anche a noi come a loro, e noi pure facciamo con lui la nostra         apparizione nella gloria. Frattanto il nostro capo si presenta a noi non         come è ora in cielo, ma nella forma che ha voluto assumere per noi qui         in terra. Lo vediamo quindi non coronato di gloria, ma circondato dalle         spine dei nostri peccati.<br />
Si vergogni perciò ogni membro di far sfoggio di ricercatezza sotto un superiore coronato di spine. Comprenda che le sue eleganze non gli fanno         onore, ma lo espongono al ridicolo.<br />
Giungerà il momento della venuta di Cristo, quando non si annunzierà         più la sua morte. Allora sapremo che anche noi siamo morti e che la         nostra vita è nascosta con lui in Dio.<br />
Allora Cristo apparirà come capo glorioso e con lui brilleranno le         membra glorificate. Allora trasformerà il nostri corpo umiliato,         rendendolo simile alla gloria del capo, che è lui stesso.<br />
Nutriamo dunque liberamente la brama della gloria. Ne abbiamo ogni         diritto. Ma perché la speranza di una felicità così incomparabile         abbia a diventare realtà, ci è necessario il soccorso dei santi.         Sollecitiamolo premurosamente. Così, per loro intercessione, arriveremo         là dove da soli non potremmo mai pensare di giungere.<br />
</span></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/marcodaviano.wordpress.com/817/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/marcodaviano.wordpress.com/817/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/marcodaviano.wordpress.com/817/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/marcodaviano.wordpress.com/817/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/marcodaviano.wordpress.com/817/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/marcodaviano.wordpress.com/817/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/marcodaviano.wordpress.com/817/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/marcodaviano.wordpress.com/817/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/marcodaviano.wordpress.com/817/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/marcodaviano.wordpress.com/817/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=marcodaviano.wordpress.com&blog=3461056&post=817&subd=marcodaviano&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Grida piú forte!</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 14:39:48 +0000</pubDate>
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Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che  	era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù,  	abbi pietà di me! ». Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte:  	«Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù si fermò e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=marcodaviano.wordpress.com&blog=3461056&post=814&subd=marcodaviano&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://marcodaviano.wordpress.com/2009/10/21/grida-piu-forte/"><img src="http://img.youtube.com/vi/IpVesjYmtko/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p><span style="color:#800000;"><span style="font-family:Book Antiqua;">Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che  	era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù,  	abbi pietà di me! ». Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte:  	«Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!».  	Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli,  	gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù.<br />
Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?»</span></span></p>
<p>Il cieco         che rappresenta l&#8217;uomo sulla via della fede, non vede Gesù; intuisce         soltanto la presenza del Signore negli avvenimenti (v. 47a), ma esprime         già la sua fede rimettendosi alla iniziativa salvifica di Dio (v. 47b).         Questa apertura a Dio è subito contestata dal mondo che lo circonda (v.         48a) ed è necessario tutto il coraggio per mantenere il proposito di         apertura all&#8217;uomo-Dio (v. 48b).<br />
Il candidato alla fede si sente così oggetto della attenzione di alcuni         che gli rivelano la chiamata di Dio, lo incoraggiano e lo invitano a         convertirsi («alzarsi» o risuscitare, e «gettare via il mantello» o         spogliarsi del vecchio uomo: vv. 49 e 50). Allora si intreccia il         dialogo finale: «Che vuoi?&#8230;» (v. 51). Si tratta dell&#8217;impegno         definitivo, presentato sotto forma di domanda e di risposta, per mettere         bene in risalto la libertà totale delle due parti che contraggono         l&#8217;alleanza.<br />
Infine, la vista è restituita al cieco come una visione della fede (vv.         51-52) che impegna immediatamente.</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/marcodaviano.wordpress.com/814/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/marcodaviano.wordpress.com/814/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/marcodaviano.wordpress.com/814/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/marcodaviano.wordpress.com/814/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/marcodaviano.wordpress.com/814/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/marcodaviano.wordpress.com/814/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/marcodaviano.wordpress.com/814/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/marcodaviano.wordpress.com/814/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/marcodaviano.wordpress.com/814/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/marcodaviano.wordpress.com/814/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=marcodaviano.wordpress.com&blog=3461056&post=814&subd=marcodaviano&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>La Mammona é una grande mamma?</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Oct 2009 09:31:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcodaviano</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://marcodaviano.wordpress.com/2009/10/04/la-mammona-e-una-grande-mamma/"><img src="http://img.youtube.com/vi/4ZxWN7VFl1I/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/marcodaviano.wordpress.com/809/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/marcodaviano.wordpress.com/809/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/marcodaviano.wordpress.com/809/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/marcodaviano.wordpress.com/809/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/marcodaviano.wordpress.com/809/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/marcodaviano.wordpress.com/809/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/marcodaviano.wordpress.com/809/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/marcodaviano.wordpress.com/809/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/marcodaviano.wordpress.com/809/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/marcodaviano.wordpress.com/809/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=marcodaviano.wordpress.com&blog=3461056&post=809&subd=marcodaviano&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>S.E. Meszlényi Zoltán verso gli altari</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 23:22:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcodaviano</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Testimonianze]]></category>
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		<category><![CDATA[dall'Ungheria]]></category>

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		<description><![CDATA[NEWS!!! La beatificazione il prossimo 31 ottobre, presente il Card. Sodano, nella Basilica di Esztergom alle 10:30!!! *******************************
Molti di noi sanno che quando i comunisti presero il potere in Ungheria, arrestarono il Primate d&#8217;Ungheria il Card. Mindszenty József. Ma forse pochi  sanno invece cosa accadde in Curia, a Esztergom.
Mons. Drahos János era stato indicato [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=marcodaviano.wordpress.com&blog=3461056&post=719&subd=marcodaviano&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>NEWS!!! La beatificazione il prossimo 31 ottobre, presente il Card. Sodano, nella Basilica di Esztergom alle 10:30!!! *******************************</p>
<p>Molti di noi sanno che quando i comunisti presero il potere in Ungheria, arrestarono il Primate d&#8217;Ungheria il Card. Mindszenty József. Ma forse pochi  sanno invece cosa accadde in Curia, a Esztergom.</p>
<p><strong>Mons. Drahos János</strong> era stato indicato da Pio XII come futuro Vescovo, ma non lo saprá mai, su questa terra. Dopo l&#8217;arresto del Cardinale, la &#8220;Sicurezza Nazionale&#8221;, tra gli altri, lo uccise a colpi di pistola. La nomina del Papa fu tre giorni prima della sua morte.</p>
<p>Il Cardinale aveva dei vescovi ausiliari; essendo impedito nell&#8217;esercizio delle sue funzioni, pur rimanendone il titolare, come stabilito dal Diritto Canonico passó l&#8217;Amministrazione ai suoi collaboratori.</p>
<p>Il <strong>vescovo </strong><strong>Meszlényi Zoltán Lajos</strong> (1892-1951) diventó il Vicario Primaziale (Vicario perché il Primate era ancora vivo). Al momento dell&#8217;insediamento giuró &#8220;<strong>Mai abbandoneró </strong><strong>Cristo Pastore fedele e la nostra Chiesa. E che il Signore mi aiuti</strong>&#8220;.</p>
<p>Penso che il Signore lo aiutó; dopo neanche due settimane dall&#8217;<strong>omicidio di Drahos</strong>, la polizia comunista tornó nel palazzo primaziale ed il 4 luglio 1950 <strong>lo arrestó e portó in un campo di concentramento</strong>.</p>
<p>Lí, a seguito delle ripetute torture, rese l&#8217;anima al Creatore il 4 marzo 1951.</p>
<p>La data della Beatificazione verrá comunicata dalla S.Sede, che il 3/7/09 ha chiuso positivamente il processo canonico di riconoscimento delle virtú eroiche e del martirio per la fede di S.E. Meszlény Zoltán, Vescovo.</p>
<p>&#8220;Il sangue dei martiri é il seme di nuovi cristiani&#8221;, diceva Tertulliano. Preghiamo il Signore perché l&#8217;esempio di questi testimoni della fede ci risvegli  dall&#8217;apatía spirituale.</p>
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		<title>Frate Cappuccino aggredito</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Sep 2009 18:32:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcodaviano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Catechesi]]></category>

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		<description><![CDATA[A SanRemo, gridando &#8220;Allah é grande&#8221;, un tunisino di 20 anni (giá arrestato, poi espulso, poi rientrato, poi arrestato per spaccio e detenzione di droga, ma rimesso in libertá) ha aggredito a bottigliate un frate cappuccino di 76 anni, padre Riccardo, che ora rischia un occhio.
Ha continuato a prenderlo a calci anche mentre giaceva per [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=marcodaviano.wordpress.com&blog=3461056&post=811&subd=marcodaviano&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>A SanRemo, gridando &#8220;Allah é grande&#8221;, un tunisino di 20 anni (giá arrestato, poi espulso, poi rientrato, poi arrestato per spaccio e detenzione di droga, ma rimesso in libertá) ha aggredito a bottigliate un frate cappuccino di 76 anni, padre Riccardo, che ora rischia un occhio.</p>
<p>Ha continuato a prenderlo a calci anche mentre giaceva per terra.</p>
<p>Motivo: il fratre non gli ha dato l&#8217;elemosina</p>
<p>É la seconda aggressione ai danni dei cappuccini di Sanremo.</p>
<p>Una preghiera&#8230;.</p>
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