Benedetto XVI conquista i giovani americani

di David Hartline

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YONKERS (New York), martedì, 22 aprile 2008 (ZENIT.org).- I giovani che hanno trascorso lunghe ore sotto il sole con poco cibo e poca acqua sembra che abbiano dimenticato gli inconvenienti non appena Benedetto XVI ha iniziato a parlare all’incontro svoltosi sabato a Yonkers.

Nella seconda parte del suo viaggio negli Stati Uniti, il Papa si è rivolto ai giovani, ai seminaristi e alle giovani religiose al St. Joseph’s Seminary, e secondo Mark Butler, direttore del Youth and Young Adult Minister per la Diocesi di Columbus, Ohio, per alcuni si è trattato di un’esperienza tale da cambiare la vita.

La folla entusiasta – non più di 20.000 persone per le limitate dimensioni delle strutture del seminario – ha aspettato per ore l’arrivo del Pontefice. Butler ha descritto al suo gruppo le condizioni molto più dure affrontate dai pellegrini 1.000 anni fa.

“A quell’epoca i pellegrini erano consapevoli delle difficili condizioni che avrebbero affrontato, e tuttavia rimanevano concentrati sul loro viaggio spirituale”, ha detto. “I piccoli inconvenienti che incontriamo ci aiutano a capire la sofferenza che tante persone nel mondo devono affrontare ogni giorno”.

Butler ha sottolineato che non appena Benedetto XVI ha iniziato il suo discorso “i giovani sono stati rapiti dal Santo Padre. In seguito, alcuni dei nostri giovani mi hanno detto che le parole del Papa erano un’esperienza che ti cambia la vita”.

“So personalmente di molte vocazioni promosse a eventi come questi, siano incontri nazionali per i giovani cattolici o eventi papali come la Giornata Mondiale della Gioventù”.

Concerti

Vari eventi musicali con musicisti cattolici, cristiani non cattolici o secolari hanno intrattenuto la folla, iniziando più di quattro ore prima dell’arrivo del Pontefice.

La rock band cristiana evangelica Third Day è sembrata particolarmente riconoscente per l’invito. Il cantante Mac Powell ha espresso la sua gioia per il fatto di vedere la folla emozionata e ha sperato che questo porti a una maggiore unità cristiana.

Visto che si avvicinava il momento dell’arrivo di Benedetto XVI, la gente ha manifestato il proprio affetto per il Papa in varie lingue.

Di fronte al palco c’erano molti seminaristi, giovani sacerdoti, giovani religiose e ragazzi e ragazze in discernimento vocazionale.

L’evento è stato in parte concerto e in parte pellegrinaggio. Molti giovani avevano delle magliette con slogan come “Diventa ciò in cui credi” o “Amo il mio pastore tedesco”.

Quanto è giunto il Papa, l’atmosfera si è fatta elettrica.

Il programma prevedeva la presentazione di doni al Papa da parte di vari giovani dell’Arcidiocesi di New York. I regali spesso simboleggiavano i santi – e quanti sono considerati tali – vissuti nella zona di New York.

L’assemblea ha anche cantato Buon Compleanno al Papa in tedesco, cosa per la quale il Pontefice ha poi ringraziato, assegnando ai presenti il massimo dei voti per la pronuncia.

Benedetto XVI si è quindi rivolto alla folla, ricordando i doni che possiede e le sfide che affronta nel mondo odierno.

Parlando del buio che invade ancora troppi cuori, il Pontefice si è chiesto cosa possa essere questa oscurità. “Cosa succede quando le persone, soprattutto le più vulnerabili, incontrano il pugno chiuso della repressione o della manipolazione invece della mano tesa della speranza?”.

“Il primo gruppo di esempi appartiene al cuore – ha osservato –. Qui, i sogni e desideri che i giovani perseguono possono essere così facilmente frantumati e distrutti. Penso a quanti sono colpiti dall’abuso della droga e degli stupefacenti, dalla mancanza di una casa e dalla povertà, dal razzismo, dalla violenza e dalla degradazione – particolarmente ragazze e donne”.

“Mentre le cause di tali situazioni problematiche sono complesse, tutte hanno in comune un atteggiamento mentale avvelenato che si manifesta nel trattare le persone come meri oggetti – si afferma così un’insensibilità di cuore che prima ignora e poi deride la dignità data da Dio ad ogni persona umana”.

Il trionfo dell’amore

Benedetto XVI ha anche parlato della sua giovinezza e dei mali del nazismo. Il Pontefice tedesco ha collegato il male moderno con quello della sua gioventù, insistendo sul fatto che solo comprendendo l’amore di Gesù Cristo e i suoi insegnamenti si possono combattere queste forze sinistre.

Il Papa ha quindi ricordato che ciascuno ha una vocazione e che è attraverso la preghiera che si capisce quale sia.

La preghiera può avvenire in molti modi, ha detto, citando soprattutto quella personale e quella contemplativa e ricordando che essa deve portare a un rapporto più personale con Dio e con Gesù.

“Nella liturgia troviamo l’intera Chiesa in preghiera”, ha sottolineato, parlando del mistero pasquale e della necessità che i giovani testimonino la grazia di Dio nella Messa. “Ogni volta che vi radunate per la Santa Messa, quando andate a confessarvi, ogni volta che celebrate uno dei Sacramenti, Gesù è all’opera”.

La voce del Papa si è fatta gioiosa quando ha salutato i seminaristi e ha rimarcato l’incremento delle vocazioni in America. “Sono lieto di sapere che il vostro numero sta aumentando!”, ha esclamato.

E’ stata evidente la volontà di Benedetto XVI di lasciare molti spunti di riflessione ai giovani. Non a caso, il discorso che ha rivolto loro è stato il più lungo di quelli pronunciati durante la visita negli USA.

Dopo l’intervento del Papa, la folla ha recitato le litanie dei santi. Il programma si è concluso con il canto del Padre Nostro, seguito dall’esecuzione da parte della cantante americana Kelly Clarkson dell’Ave Maria e dell’inno contemporaneo “City of God”.

L’evento è culminato con il congedo del Santo Padre, che si è fatto strada tra la folla in festa.

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