Vi manderó il Consolatore (VI Domenica di Pasqua)

Nel vangelo di questa domenica la promessa dello Spirito è strettamente unita al tema dell’amore. Di fatto, lo Spirito che il Signore promette e che viene dal Padre, è Spirito di amore; e di questo i cristiani sono chiamati a rendere testimonianza.

Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi.
Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi.
Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».


Gesù se ne è andato, ma al suo posto – inviato da Lui e dal Padre – sta un altro che tiene il suo posto, per continuare la sua presenza e la sua opera: un altro Paraclito, dice il termine greco. Letteralmente significa: uno che è chiamato vicino, uno che parla a nostro favore, un avvocato difensore, o anche uno che sostiene, conforta: un Consolatore. Quando Gesù era tra noi nella carne, era limitato a quel tempo e in uno spazio preciso. Ora attraverso il suo Spirito è svincolato da quelle coordinate che lo limitavano per essere presente nel tempo e nello spazio, ovunque, appunto presso ogni singolo uomo, portando a destinazione personale il frutto della sua redenzione operata nella storia una volta per tutte. Lo Spirito santo – potremmo dire – è l’operaio di Cristo che nel cuore di ognuno lo rende presente ed efficace (R. Maggioni).

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