Maria, la vera festa della donna

A quali riflessioni ci apre l’episodio della visita della Vergine Maria ad Elisabetta, madre di Giovanni Battista? Tiziana Campisi lo ha chiesto alla prof. Cettina Militello, docente presso la Pontificia Facoltà Teologica Marianum:

R. – Va sottolineato anzitutto l’incontro come sorelle di queste due donne. Pur se diversamente protagoniste all’interno della storia della salvezza, ciascuna è portatrice in grembo di una nuova vita e non una vita qualsiasi, ma una vita che ha un preciso posto nel contesto del misericordioso farsi prossimo di Dio al suo popolo. Questo incontro diventa rivelatore della identità del Figlio che Maria porta in grembo e in fondo Elisabetta è colei che, in forza dello Spirito Santo, benedice Maria come portatrice della salvezza, come portatrice del suo Signore e la chiama “Madre del mio Signore”. La cosa singolare, che è poi affidata a tanta iconografia, è questo incontro solidale. L’incontro di due donne, tutte e due protagoniste, tutte e due capaci di profezia, è un’icona di sorellanza. Qui la solidarietà non è soltanto secondo la carne, ma è all’interno di questo farsi prossimo di Dio, che accetta la mediazione femminile.

D. – Due donne, pienamente inserite nella storia della salvezza. Queste icone cosa ci dicono oggi?


R. – Secondo me la festa mariana dovrebbe rappresentare, a livello cristiano, la vera festa della donna. Maria ed Elisabetta ci dicono due cose. Primo il fatto che nella storia salvifica vi è una co-presenza maschile e femminile: Dio non ha mai evitato di agire come Signore misericordioso e salvifico senza le donne, anzi le donne sono al centro – innumerevoli volte – di svolte nella storia salvifica. L’altra cosa è che le donne dovrebbero offrire questo modello solidale: se c’è un aspetto che qualifica l’umanità e la rende veramente tale è proprio la capacità di assumere l’altro; il portarsi di Maria e il riconoscimento di Maria dice appunto questa solidarietà, questa complicità femminile. Si tratta veramente di farsi attenti ed attente all’altro o all’altra.


D. – Si chiude il mese mariano, un mese che ci aiuta a meditare e a riflettere sulla figura di Maria…


R. – Che la comunità cristiana abbia prestato attenzione a Maria è una cosa che, in fondo, la indica come risposta perfetta della creatura al Creatore. Secondo me, si deve guardare a Maria come creatura bella, nella quale il mistero cristiano trova veramente la risposta più adeguata. Maria è discepola e sorella; o la si scopre veramente come compagna di cammino, come modello di cammino, o ci perdiamo in una serie di pie locuzioni e devozioni che talvolta ci fanno staccare da quello che è il senso più vero della figura di Maria nel mistero cristiano.

da radio vaticana: http://www.vaticanradio.org/it1/Articolo.asp?c=136747

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