Benedetto XVI, la pace e Medjugorje

Cos’é la pace per il cristiano?

Il messaggio principale che ci giunge da Medjugorje è senza dubbio quello della «pace». Maria stessa si manifesta a Medjugorje col titolo di «Regina della Pace». Ma cos’è la pace per il cristiano? Certamente è assai più della semplice assenza di guerre. Per meglio comprendere questo concetto occorre rifarci al concetto dello «shalom» ebraico, che ha come significato l’adesione dell’uomo a Dio.
Nel recente libro
Gesù di Nazaret, Papa Benedetto XVI si sofferma a parlare della pace partendo dall’episodio evangelico del Discorso della Montagna di Gesù: non è possibile parlare di pace senza che l’uomo si riconcili Dio. Si riecheggiano così le stesse parole con cui la Madonna si è presentata nei primi anni delle apparizioni ( «il mondo avrà pace soltanto se troverà Dio… riconciliatevi con Dio e tra di voi») e che ben descrivono l’atteggiamento dell’umanità di oggi con la sua pretesa autosufficienza da Dio che rischia di condurlo sull’orlo del baratro.

“La discordia con Dio è il punto di partenza di tutti gli avvelenamenti dell’uomo; il suo superamento costituisce il presupposto fondamentale della pace nel mondo. Solo l’uomo riconciliato con Dio può essere riconciliato e in armonia anche con se stesso e solo l’uomo riconciliato con Dio e con se stesso può portare la pace intorno a sé e in tutto il mondo. L’eco del contesto politico che si percepisce sia nel racconto lucano dell’infanzia di Gesù sia qui, nelle Beatitudini di Matteo, mostra però l’intera portata di questa parola. Che vi sia pace sulla terra (cfr. Lc 2,14) è volontà di Dio e così è anche un compito affidato all’uomo. Il cristiano sa che il perdurare della pace è legato al fatto che l’uomo si trovi nell’eudokia di Dio, nel suo «beneplacito». L’impegno per stare in pace con Dio è una parte imprescindibile dell’impegno per la «pace sulla terra»; di lì derivano i criteri e le forze necessari per questo impegno. Laddove l’uomo perde di vista Dio, anche la pace decade e la violenza prende il sopravvento con forme di crudeltà prima inimmaginabili: lo vediamo oggi in modo fin troppo chiaro.”

(passo tratto da: Benedetto XVI, Gesù di Nazaret, 2007, p. 110)

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