Ma cos’é il Corpus Domini? Al giorno d’oggi le processioni?

Quella che chiamiamo Corpus Domini é una solennitá liturgica, oggi piú propriamente chiamata “solennità del Corpo e Sangue di Cristo”.
Venne istituita l’8 settembre 1264 da papa Urbano IV con la Bolla Transiturus de hoc mundo in seguito al miracolo di Bolsena; nacque però in Belgio nel 1246 come festa della Diocesi di Liegi. Il suo scopo era quello di celebrare la reale presenza di Cristo nell’Eucaristia.

Miracolo di Bolsena? e cos’era?

Secondo la tradizione, nella tarda estate dell’anno 1263 (o 1264) un sacerdote boemo, Pietro da Praga, fu assalito dal dubbio sulla reale presenza di Cristo nel pane e nel vino consacrato.

In un periodo di controversie teologiche sul mistero eucaristico, il sacerdote intraprese un pellegrinaggio verso Roma, per pregare sulla tomba di Pietro e placare nel suo animo i dubbi di fede che, in quel momento, stavano mettendo in crisi la sua vocazione. La preghiera, la penitenza e la meditazione nella basilica di San Pietro rinfrancarono l’animo del sacerdote, che riprese quindi il viaggio di ritorno verso la sua terra.

Percorrendo la via Cassia, si fermò a pernottare nella chiesa di Santa Cristina a Bolsena.

Il ricordo della martire Cristina, la cui fede non aveva vacillato di fronte all’estremo sacrificio del martirio, turbò nuovamente il sacerdote e, il giorno dopo, chiese di celebrare messa nella chiesa. Di nuovo tornò l’incertezza di quello che stava facendo; pregò intensamente la santa perché intercedesse presso Dio affinché anche lui potesse avere «quella fortezza d’animo e quell’estremo abbandono che Dio dona a chi si affida a lui».

Durante la celebrazione, dopo la consacrazione, alla frazione dell’Ostia, sarebbe apparso ai suoi occhi un prodigio al quale da principio non voleva credere: l’Ostia che teneva tra le mani sarebbe diventata carne da cui stillava miracolosamente abbondante sangue. Impaurito e confuso ma, nello stesso tempo, pieno di gioia, cercò di nascondere ai presenti quello che stava avvenendo: concluse la celebrazione, avvolse tutto nel corporale di lino usato per la purificazione del calice che si macchiò immediatamente di sangue e fuggì verso la sacrestia. Durante il tragitto alcune gocce di sangue sarebbero cadute anche sul marmo del pavimento e sui gradini dell’altare.

Il sacerdote andò subito da papa Urbano IV, che si trovava ad Orvieto, per riferirgli l’accaduto. Il papa inviò a Bolsena Giacomo, vescovo di Orvieto, per verificare la veridicità del fatto e riportare le reliquie. Secondo la leggenda, il presule fu accompagnato dai teologi Tommaso d’Aquino e Bonaventura da Bagnoregio. Tra la commozione e l’esultanza di tutti, il vescovo di Orvieto tornò dal Papa con le reliquie del miracolo. Urbano IV ricevette l’ostia e i lini che si supponeva fossero intrisi di sangue, li mostrò al popolo dei fedeli e li depose nel sacrario della cattedrale orvietana di Santa Maria.

La processione

La celebrazione che oggi la Chiesa fa dell’Eucarestia si esprime in un gesto proprio di questa solennità: la processione. Non è per caso. In un certo senso la processione è parte della celebrazione eucaristica; è una dimensione dell’avvenimento eucaristico.

Entrato nell’Alleanza il popolo disse: “quanto il Signore ha ordinato, noi lo faremo e lo eseguiremo”. Nell’Alleanza il Signore Iddio indica all’uomo la via da percorrere: la via della vita. Anche nella celebrazione eucaristica, all’uomo è donata la via da percorrere: Cristo stesso parola e pane di vita. L’uomo, questo pellegrino e mendicante di felicità, trova la strada che lo introduce nella sua vera patria procedendo nel mondo con Cristo, guidato da Cristo. La processione del Corpus Domini diventa la grande metafora della vita umana: un vagare vero la terra promessa della vera beatitudine, che può trovare il suo orientamento giusto solo se procede con Colui che si è fatto nostro compagno di pellegrinaggio – come pane e vino.

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