Omosessuali e disinformazione

Mi vorrei togliere un sassolino dalla scarpa….

Leggo su giornali prestigiosi titoli di questo tenore: “Vaticano: No alla depenalizzazione dell’omosessualitá” (rainews24), (Corriere), “Omosessualitá, il  Vaticano attacca” (La stampa) ed altri. L’Arcigay (“Gay in piazza, assedio al Vaticano“) fa una dichiarazione: “il Vaticano continua a offendere la vita di milioni di persone criminalizzandone l’orientamento sessuale. Una posizione contraria a qualsiasi concetto evangelico di amore e fratellanza“. Sicuramente il Signor Marrazzo conosce molto bene il Vangelo, ma non conosce o fa finta di non conoscere quello che dice veramente la Chiesa….

Volete vedere la dichiarazione di P.Lombardi, portavoce del vaticano? Leggete e poi giudicate voi…..

il direttore della Sala Stampa della Santa Sede ha dichiarato: “Nessuno vuole difendere la pena di morte per gli omosessuali, come qualcuno vorrebbe far credere”.

“I noti principi del rispetto dei diritti fondamentali della persona e del rifiuto di ogni ingiusta discriminazione – che sono sanciti a chiare lettere nello stesso Catechismo della Chiesa cattolica – escludono evidentemente non solo la pena di morte, ma tutte le legislazioni penali violente o discriminatorie nei confronti degli omosessuali”.

Il numero 2358 del Catechismo della Chiesa cattolica afferma: “Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali profondamente radicate. Questa inclinazione, oggettivamente disordinata, costituisce per la maggior parte di loro una prova”.

“Perciò devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione. Tali persone sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita, e, se sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare in conseguenza della loro condizione”, aggiunge il Catechismo.

Secondo il portavoce vaticano, la proposta francese non solo cerca di “depenalizzare l’omosessualità”, “ma di introdurre una dichiarazione di valore politico che si può riflettere in meccanismi di controllo in forza dei quali ogni norma (non solo legale, ma anche relativa alla vita di gruppi sociali o religiosi) che non ponga esattamente sullo stesso piano ogni orientamento sessuale può venire considerata contraria al rispetto dei diritti dell’uomo”.

“Ciò può diventare chiaramente strumento di pressione o discriminazione nei confronti di chi – solo per fare un esempio molto chiaro – considera il matrimonio fra uomo e donna la forma fondamentale e originaria della vita sociale e come tale da privilegiare”, ha spiegato padre Lombardi.

Non per nulla meno di 50 stati membri delle Nazioni Unite hanno aderito alla proposta in questione, mentre più di 150 non vi hanno aderito – ha concluso -. La Santa Sede non è sola“.

Un’ultima nota: nel mondo ci sono 88 paesi (ecco la lista) che condannano con il carcere, la tortura e i lavori forzati le persone in quanto lesbiche, gay e trans. In 7 di questi -Iran, Arabia Saudita, Yemen, Emirati Arabi Uniti, Sudan, Nigeria, Mauritania- è prevista la pena capitale. Ora, non bisogna essere esperti per vedere quale religione é predominante in questi paesi. Perché la disinformazione organizzata non se la prende con loro e non fa sit-in di protesta davanti alla Mecca ma invece viene a Roma?

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