É stato arrestato perché cristiano

RIYADH (Arabia saudita) – Hamoud Bin Saleh è stato arrestato per aver diffuso tramite internet la sua testimonianza di conversione al cristianesimo.

Porte Aperte riporta la sua storia del giovane, che lo scorso 13 gennaio è stato arrestato dalla polizia religiosa saudita a causa “delle sue opinioni e della sua testimonianza di conversione dall’Islam al Cristianesimo“, secondo quanto affermato dall’Arabic Network for Human Rights Information.

Bin Saleh, che era stato incarcerato per ben nove mesi nel 2004 e per un ulteriore mese nel novembre 2008, è ora detenuto nella prigione Eleisha di Riyadh. Sul suo sito internet, ora oscurato dalle autorità saudite, il cristiano aveva scritto che il suo cammino verso Cristo cominciò dopo aver assistito alla decapitazione pubblica di tre pakistani, in realtà dei disadattati, accusati di spaccio di droga.

Tale scena lo spinse a fare ricerche approfondite sul sistema legale saudita e sull’Islam in generale, ricerche che lo fecero diventare particolarmente critico nei confronti della sharia, la legge islamica, e sulle palesi ingiustizie e contraddizioni in essa contenute. Poi, dopo aver letto dei versetti su come Gesù perdonò la donna adultera, invece che lapidarla, ricevette definitivamente Cristo come suo personale Salvatore.

«Basta cercare e chiedere la luce di Dio» scriveva in arabo in un post il 22 dicembre scorso. «Non ci sono libri in Arabia Saudita che ti aiutino a fare degli studi comparativi tra l’insegnamento di Maometto, che, secondo me, è una serie di disastri politici, economici e sociali, e l’insegnamento di Gesù, ma ci sono molte risorse nel web che potrebbero spingerti tra le braccia del Padre della Salvezza» affermava nel sito il giovane cristiano saudita.

La vicenda segue quella avvenuta circa cinque mesi fa, quando la figlia di un membro della polizia religiosa saudita era stata brutalmente uccisa per aver parlato su un blog in internet della sua conversione a Cristo.

La conversione dall’Islam al Cristianesimo è un reato in Arabia Saudita, per la precisione si tratta del reato di “apostasia”, ed è punibile con la pena di morte. Il resoconto annuale sulle libertà religiose nel mondo relativo al 2008 e stilato dal Dipartimento di Stato Americano sostiene che ci sono state delle esecuzioni non confermate per blasfemia e apostasia negli ultimi anni in Arabia Saudita.

Posso aggiungere una nota personale? Ed intanto la Merkel, quella che ha approvato l’attacco israeliano in palestina che é costato la vita a un migliaio di civili e centinaia di bambini, si unisce al coro chiedendo chissá che cosa al Papa sul negazionismo (dopo che il Papa si é chiaramente espresso dal 2005 ad oggi)  ed insieme al coro tace sullo sterminio dei cristiani in Somalia, in India, in Indonesia, sugli attacchi in Nigeria, sugli arresti di massa del Laos, ed altri paesi.

Da cattolici, chiediamoci: perché?

A Benedetto XVI Sommo Pontefice
e padre universale
sia pace, vita e salute perenne.

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