7 dom. T.O.: Il volto della Misericordia

Quando il miracolo è il perdono

Il racconto del miracolo della guarigione del paralitico (Mc 2,1-12) non pone al centro dell’attenzione la potenza di Gesù che guarisce, ma la sua parola che afferma: «Figliolo, ti sono perdonati i peccati». La guarigione è in funzione della parola che perdona, ne è il segno e la prova. Gesù «vista la loro fede disse al paralitico: ti sono perdonati i peccati». Non: ti dono la salute. Ma: ti sono perdonati i peccati. La preoccupazione fondamentale di Gesù non è la guarigione, ma il perdono. Gesù ha guarito gli ammalati, ma non tutti: ha invece offerto a tutti la possibilità del perdono. Ha guarito gli ammalati, e questo significa che nel suo pensiero la malattia è qualcosa da vincere e che tutto l’uomo è chiamato alla salvezza. Ma non ha guarito tutti gli ammalati, e questo significa che i suoi gesti di guarigione sono semplicemente dei segni, compiuti per attirare l’attenzione su qualcosa di più profondo: il perdono, appunto. Si noti subito un altro particolare: in precedenza Gesù ha vietato a tutti di manifestare pubblicamente la sua messianità. Lo ha vietato allo spirito impuro, ai malati, al lebbroso. Ora invece è lui stesso che – davanti a tutti e incurante dello scandalo – proclama di essere «il Figlio dell’uomo che ha sulla terra il potere di perdonare i peccati». Proibisce che venga divulgata la sua messianità prima del tempo (cioè prima della passione), perché c’è il pericolo che essa venga equivocata. Ma questo pericolo non c’è per quanto riguarda la sua offerta di perdono: egli perdona sempre, e su questo non c’è pericolo di sbagliare.

Dopo queste brevi osservazioni è bene stringere più da vicino l’affermazione centrale: «Il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati». Quale potere? Che significa perdonare i peccati? Hanno ragione gli scribi di pensare che soltanto Dio può perdonare i peccati. E questo non solo perché Dio è l’offeso e dunque spetta a Lui perdonare. Ma anche – e soprattutto – perché perdonare i peccati (così pensa la Bibbia) non significa semplicemente dimenticare i peccati, passarci sopra, bensì «strappare» l’uomo al peccato, e questo è un miracolo che solo la potenza divina è in grado di compiere. La Bibbia è convinta che il peccato è profondamente radicato nel cuore dell’uomo, al punto che l’uomo non può da solo scrollarselo di dosso. È perciò indispensabile una mutazione radicale da parte di Dio, una vera e propria rigenerazione nello Spirito: nel perdono dei peccati non è soltanto in gioco la bontà di Dio, ma ancor prima la sua potenza.

don Bruno Maggioni

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