Pentecoste – I miracoli dello Spirito

Quei ‘miracoli’ dello Spirito Santo, di don Bruno Maggioni
Pentecoste – Messa del Giorno Vangelo: Gv 15,26-27; 16,12-15
Lo Spirito è chiamato a compiere tre miracoli. Il primo è di attualizzare l’evento storico di Gesù, accaduto in un tempo e in un luogo, rendendolo disponibile per ogni tempo e per ogni luogo. Lo Spirito è il protagonista che mantiene aperta la storia di Gesù rendendola perennemente attuale e salvifica. Senza lo Spirito, la storia di Gesù – compresa la sua risurrezione – sarebbe rimasta una storia chiusa nel passato, non un evento perennemente contemporaneo. Lo Spirito è la continuità fra il tempo di Gesù e il tempo ella Chiesa. Certamente ci sono anche altri fattori di continuità: le Scritture, il ricordo delle parole di Gesù, gli apostoli. Tuttavia il vero fattore della continuità è lo Spirito.

Il secondo miracolo – sul quale il brano evangelico di questa domenica insiste – è di trasformare il discepolo in testimone: «Lo Spirito di verità… testimonierà in mio favore. Anche voi mi testimonierete, perché siete con me dall’inizio». Nel grande processo tra Cristo e il mondo che si svolge entro tutta la storia, lo Spirito depone in favore di Gesù. Non si tratta di una testimonianza direttamente rivolta al mondo, ma rivolta al mondo attraverso il discepolo. Lo Spirito testimonia nel cuore del discepolo. Davanti alle ostilità che incontreranno i discepoli saranno esposti al dubbio, allo scandalo e allo scoraggiamento: lo Spirito difenderà Gesù nel loro cuore, li renderà sicuro nella loro disobbedienza al mondo. I discepoli avranno bisogno di certezza: lo Spirito gliela offrirà.

Il terzo miracolo è di suscitare un incontro personale, intimo, pieno, con il Signore e la sua verità: «Lo Spirito Santo… vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà quanto io vi ho detto… Egli vi guiderà alla pienezza della verità». L’insegnamento dello Spirito è anzitutto memoria: lo Spirito ripete le parole di Gesù. Non aggiunge a esso altre sue personali verità. E tuttavia il suo insegnamento non è ripetitivo, non è semplice memoria. Non aggiunge nulla alla rivelazione di Gesù, però la interiorizza e la rende presente in tutta la sua pienezza. E come abbiamo già visto la attualizza. Il Vangelo dice: «Vi guiderà verso e dentro la pienezza della verità». Dunque una conoscenza interiore, viva e attuale e progressiva. Non un progressivo accumulo di conoscenze, ma piuttosto un progressivo viaggio verso il centro: dall’esterno all’interno, dalla periferia al centro, da una conoscenza per sentito dire, a una comprensione personale, attuale e trasformante.

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