Tra Minareti e presepi…

cerchiamo la pietá

….La pietà non consiste nel volgere i vostri volti verso l’Oriente e l’Occidente, ma nel credere in Dio e nell’Ultimo Giorno, negli Angeli, nel Libri e nei Profeti; nel dare dei propri beni, per amore Suo, ai parenti, agli orfani, ai poveri, ai viandanti diseredati, ai mendicanti e per liberare gli schiavi, compiere l’orazione e pagare la decima, mantenere fede agli impegni presi, essere pazienti nelle avversità, nelle ristrettezze e di fronte al pericolo….

Corano, Sura della Vacca, 2-177

(dal sito Cristomaestro.it) “Col termine “pietà” si intende descrivere la “virtù di religione”, cioé la disposizione di filiale ubbidienza, sentita dal cristiano come una esigenza interiore, insieme al dovere di sottomettersi alla volontà di Dio non per paura ma per amore.

Il dono della pietà qualifica, appunto, il nostro rapporto con Dio. Di riflesso, però, esso qualifica anche il rapporto con tutto ciò che sulla terra ha valore di “segno” della divina Presenza. Così, se da un lato il dono della pietà dispone il cristiano a sentirsi figlio di Dio, con tutto ciò che ne consegue sul piano delle decisioni e dei sentimenti, dall’altro lato lo dispone anche a un atteggiamento di delicatezza e di rispetto verso tutto ciò che Dio ha istituito nella Chiesa e nel mondo come un riflesso della propria universale Paternità.”

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