La comunità ha un padre

Il vescovo ausiliario e vicario generale della diocesi di
Esztergom-Budapest, Sua eccellenza György Udvardy ha compiuto il 14
dicembre la sua prima visita pastorale presso la comunità italiana
Marco d’Aviano di Busapest. La comunità aveva conosciuto il vescovo in
occasione delle prime comunioni e delle cresime celebrate gli scorsi
anni nella parrocchia, ma questa volta, come ci ha ricordato il nostro
parroco, padre Sergio, egli è venuto trovarci da „padre”.

La messa è stata celebrata in italiano, con alcune parti della
liturgia in ungherese e con canti in latino e in ungherese.
Nell’omelia il vescovo ci ha ricordato che la presenza del Signore nel
sacramento della comunione sull’altare è un continuo Avvento e che
consapevoli, nel silenzio, della Sua presenza dentro di noi, dobbiamo
chiedere a Dio l’aiuto per liberarci dalle piccole o grandi schiavitù,
per poi offrirle a Lui.

Dopo la celebrazione della Santa Messa, gli oltre sessanta presenti si
sono ritrovati con il vescovo nella saletta „dei Santi”, al primo
piano. Qui padre Sergio ha portato i saluti della comunità e ha
presentato il vescovo. Il vescovo ha portato il saluto del cardinale
primate e quello suo personale. Ha poi presentato il servizio che
svolge nella provincia ecclesiastica e come segua con attenzione e
affetto le attività delle comunità sul territorio. Egli ha ricordato
in particolare che conosce la situazione di chi vive e lavora
all’estero, alle prese con una lingua straniera. Non è sempre facile
dunque, ma proprio nella situazione di „stranieri” possiamo chiederci
„perché sono qua?”, „cosa vuol dire per me?”. Ha ricordato
riconoscente, e anche un po’ scherzosamente, i suoi anni di studio a
Roma, di come la vicinanza ai fedeli italiani, gli abbia permesso di
capire meglio la Chiesa.

Dopo qualche timida domanda del pubblico e gli scambi degli auguri per
il Natale, ci siamo spostati nella sala comunitaria per un rinfresco.
Qui abbiamo avuto modo di scambiare qualche parola in maniera
informale. In particolare il vescovo si è soffermato a lungo con
alcuni dei giovani delle sette coppie (italiani, ungheresi, francesi)
che si stanno preparando al matrimonio attraverso un cammino di
incontri in parrocchia.

La serata è stata dunque una festa speciale per la nostra comunitá
italiana che così diventa presenza viva nella chiesa di Budapest.

AN

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