XI Domenica TO – Chi è perdonato impara ad amare

I personaggi sulla scena sono tre, e tutti e tre svolgono un ruolo importante: Gesù, la donna e il ricco fariseo. Non basta rimanere colpiti dal gesto misericordioso di Gesù verso la peccatrice. Occorre vederlo sullo sfon­do della reazione del fariseo. È solo così che ci accorgiamo che l’episodio pone a confronto due modi diversi di ragionare.

Nei confronti di Gesù il fariseo si è comportato in un modo e la donna in un altro. È lo stesso Gesù che lo ri­leva: «Tu non mi hai versato acqua sui piedi, lei invece mi ha bagnato i piedi di lacrime» (7,44-46). E nei confronti della donna il fariseo pensa in un modo (vede in lei la peccatrice e basta), e Gesù in un altro (scor­ge in lei il pentimento, la riconoscenza e l’amore).

Ecco dunque – da qualsiasi angolatura osserviamo i tre personaggi e i rapporti che tra loro si instaurano – una netta opposizione: da una parte il fariseo, dall’altra Gesù e la donna. Perché il fariseo è così cieco? Ha certamente stima di Gesù, ma non sente nei suoi riguardi alcun slancio di particolare riconoscenza. Vede nella donna il peccato ma non l’amore e la gratitudine. Non vede nel gesto di Gesù che si lascia toccare il segno della misericordia di Dio. Perché? C’è una prima ragione. Il fariseo pensa che un vero uomo di Dio non debba contaminarsi coi peccatori, ma debba, al contrario, evitarli, distinguendo accuratamente tra am­biente e ambiente, giusti e peccatori, credenti e pagani. Gesù invece è di parere opposto. Egli sa che Dio è come un Padre che ama tutti i suoi figli, buoni e cattivi, e non allontana i peccatori ma li cerca. Il contrasto fra Gesù e il fariseo non è dunque solo morale, ma teologico: investe la concezione di Dio. E poi il fariseo non è consapevole di essere peccatore: la donna invece è convinta del proprio peccato ed è riconoscente verso chi la perdona. Il fariseo no, egli si crede già giusto per conto proprio. E questa è la seconda ragione che lo rende cieco.

Dunque, due punti di vista contrapposti. Che fare? Gesù avrebbe potuto alzarsi e dire: «Guai a voi, farisei ciechi..». E invece no. Cerca di far ragionare il fariseo, raccontandogli una parabola. Un ricco banchiere con­donò un debito a due suoi debitori, a uno moltissimo, a un altro poco. Quale dei due debitori avrà maggior ri­conoscenza verso il banchiere? Il fariseo risponde prontamente: chi aveva il debito più grande. Proprio così, dice Gesù. La donna è stata perdonata e salvata, aveva un grosso debito e le è stato tolto. L’incontro con Gesù ha rappresentato per lei una liberazione, un perdono inaspettato, una dignità ritrovata: ecco perché è nei suoi riguardi piena di slancio. Il fariseo, invece, chiuso nella sua giustizia, non prova verso Gesù alcuna particolare riconoscenza. Solo chi sa di dover essere perdonato e gratuitamente amato (e ne fa l’esperienza), coglie il vero senso della visita di Gesù.

don Bruno Maggioni

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