Inquinamento da petrolio di serie A e di serie B

Una breve riflessione che nasce dalla dottrina sociale della Chiesa e su quello che chiamiamo tecnicamente “sviluppo sostenibile”

Nel 2009, ho scritto un pensiero sulle Pandemie di serie A (quella suina, quella dove sono stati spesi miliardi di euro ed é morta pochissima gente) e le stragi di serie B (quelle che avengono in africa, dove quotidianamente muoiono migliaia e migliaia di persone magari per la diarrea) (vedi articolo cliccando qui…).

Oggi ci troviamo di fronte ad una situazione simile, che vi vorrei raccontare.

Ogni giorno sentiamo parlare della catastrofe nel golfo del messico, perché é una catastrofe, non c’é niente da dire.
Ma stranamente, nel sud del mondo, c’é una situazione simile. Dal 1998 la Shell nei suoi pozzi in Nigeria (di cui il 40% del prodotto diventa benzina americana) ha un continuo “spill”, che ha inquinato e ridotto alla morte una grossa parte del delta del fiume Niger, della sua popolazione, dei pescatori, delle speci animali che sono scomparse.
Ma nessuno ne parla: non si inquinano le spiagge caraibiche dei ricchi, ma “soltanto” l’Africa dei poveri.
http://crossedcrocodiles.files.wordpress.com/2008/07/nigeria-niger-delta.jpg

Risarcimenti? Ma quando?
La Shell viene convocata da chi?? dal presidente del Niger??? e chi é?
un fondo di 20 miliardi di cosa? di banane?

Al 14 giugno 2010 (allafrica.com, ministero dell’ambiente della nigeria) non c’é un pozzo della Shell o due da sanare: ce ne sono 268. Avete letto bene: 268 spill.

Ripeto, nessuno vuole negare che nel golfo del messico ci sia un disastro, ma dov’é il senso della proporzione? Perché dal 1998 ad oggi i media non hanno dato rilievo all’Africa?
Dov’é la giustizia?
Un report del WWF del 2006 calcola lo spill nigeriano annuo come equivalente di 50 Exxon Valdez in Alaska, ma l’alaska é un po’ piú a nord.

Un report di Amnesty International del 2009 calcola che ogni anno nel delta del Niger c’é uno spill di petrolio che oggi vediamo pari a quello uscito finora nel golfo del messico.

A causa dell’inquinamento nel delta del niger é aumentata la povertá, la criminalitá e l’aspettativa di vita é scesa sotto i 40 anni.

Cosa chiede la giustizia?
Che le “sette sorelle” adottino gli stessi criteri di sicurezza in tutte le parti del mondo, senza dividerlo in “mare del nord=alta sicurezza” e “Sud del mondo=ma sí, dai, tanto sono giá neri e non si vede…”

Che l’impegno a riparare i danni, a risarcire le vittime, sia equo e distribuito tra tutti, non solo tra le superpotenze;
É giustizia anche dire che secondo la Shell il 97% degli spill sono provocati da vandalismo e terrorismo o da gente che mette un rubinetto sulla conduttura per prendersi un po’ di petrolio, ma questo non cambia un problema fondamentale: l’indifferenza.

Il mondo moderno é indifferente al problema dei poveri.

La dottrina sociale della Chiesa invita le sette sorelle e i paesi ricchi a non chiudersi nel proprio egoismo e nella ricerca del profitto, ma ad aprirsi allo sviluppo sostenibile dei popoli, al trasferimento delle tecnologie, alla gestione del territorio e del rapporto uomo-natura.

“La questione del rapporto tra verità e politica è vecchia quanto l’uomo, ma di questi tempi assistiamo, per certi versi, a una divaricazione inquietante tra questi due ordini del sapere e dell’agire umano”, diceva mons. Migliore, osservatore del vaticano alla conferenza di Cophenagen sul clima. Purtroppo ha ragione: la veritá e la politica si stanno allontanando l’una dall’altra….

Nella Popolorum Progressio, leggiamo che “se la terra è fatta per fornire a ciascuno i mezzi della sua sussistenza e gli strumenti del suo progresso, ogni uomo ha dunque il diritto di trovarvi ciò che gli è necessario. Dio ha destinato la terra e tutto ciò che contiene all’uso di tutti gli uomini e di tutti i popoli, dimodoché i beni della creazione devono equamente affluire nelle mani di tutti, secondo la regola della giustizia, ch’è inseparabile dalla carità” .
È evidente che essendo i beni naturali dei “beni collettivi”, questi devono poter essere usufruibili da tutti, senza alcuna distinzione, ma anche tutelati; ciascun uomo ha il diritto-dovere di usufruire di un ambiente umano e naturale integro, in cui si impegna a promuovere l’umanità, allo scopo di conseguire il bene di ciascuno all’interno del bene comune universale .

WF

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...