XVII Domenica TO – Un Padre dal volto amorevole

E’ l’esempio di Gesù che fa nascere nei discepoli il desiderio di pregare (11,1-13). Facendo scaturire la pre­ghiera del discepolo dall’esempio di Gesù, Luca vuole ricordarci che la nostra preghiera deve assomigliare alla sua.L’invocazione «Padre» – priva di ogni altro aggettivo – è tipica sulle labbra di Gesù: esprime la sua filiazione. Il discepolo deve pregare in unione a Cristo, in qualità di figlio. Sta in questo rapporto l’originalità cristiana.

Nella prima invocazione «Sia santificato il tuo nome» il verbo è al passivo: secondo l’uso ebraico ciò significa che il protagonista è Dio, non l’uomo. La preghiera è semplicemente un atteggiamento che fa spazio all’azio­ne di Dio. L’espressione «santificare il nome» non significa un generico riconoscimento di Dio, né semplice­mente una lode, bensì un permettere a Dio di svelare, nella storia di salvezza e nella vita della comunità, il suo volto. Il discepolo prega perché la comunità diventi un involucro trasparente che lascia trasparire la pre­senza di Dio.

Per capire l’espressione «venga il tuo Regno» bisogna rifarsi a tutta la predicazione di Gesù, incentrata ap­punto sull’annuncio del Regno. Il discepolo attende il Regno come un dono, e insieme chiede il coraggio di costruirlo.

«Dacci oggi il nostro pane quotidiano». Il verbo («dacci») è all’imperativo presente e indica un’azione ripetu­ta, giorno per giorno, come è appunto sottolineato dalla precisazione che si tratta del pane quotidiano, suffi­ciente per un giorno. Da notare in questa domanda la sobrietà (il pane sufficiente) e la fraternità (il nostro pane, al plurale).

La quarta domanda chiede il perdono dei peccati. Ma il modo concreto di mostrare che il perdono di Dio l’ab­biamo accolto è di perdonare a nostra volta ai fratelli.

«Non ci indurre in tentazione»: è interessante chiederci quali siano le tentazioni. Nell’uso di Luca la parola tentazione si applica a quelle di Gesù nel deserto (4,1-11) che sono il tipo delle tentazioni della comunità. E cioè: svolgere il proprio compito secondo la Parola di Dio (e quindi in una prospettiva di servizio e accettando la debolezza della Croce) oppure cercando sicurezza nella potenza degli uomini?

Luca però pensa anche alle tentazioni che la comunità credente incontrerà nel tempo della passione e della persecuzione, del dubbio e del turbamento. Gesù ha pregato perché i discepoli non abbiano a soccombere in tali situazioni. Infine, le tentazioni ordinarie delle prove quotidiane che, giorno dopo giorno, rischiano di in­debolire la fede. Il discepolo chiede umilmente di essere aiutato. Non chiede di essere esente dalla tentazio­ne, ma di essere aiutato a superarla.

don Bruno Maggioni

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