XXVI Domenica TO – Il ricco, cieco davanti al povero

La parabola del ricco gaudente e del povero Lazzaro si apre con due quadri fortemente in contrasto fra loro.

Il ricco è un gaudente e la sua principale occupazione sembra essere quella di godere: nuota nell’abbondan­za e nei piaceri. Invece il povero Lazzaro muore nell’indigenza: giace debole e ammalato, senza potersi muovere, incapace persino di scacciare i cani randagi che gli danno fastidio. Penso però che la descrizione non voglia solo mostrare il contrasto fra il povero e il ricco, ciò che sorprende è che il povero e il ricco sono vicini, ma il ricco non si accorge del povero.

Descrivendo il regno dei morti Gesù si adatta alla mentalità e all’immaginario del suo tempo. Non sta qui, ov­viamente, la forza della parabola. Penso che Gesù intenda, almeno in parte, polemizzare con una mentalità allora molto diffusa: ognuno ha la vita che si merita, il ricco la ricchezza e il povero la povertà. La ricchezza è il segno della benevolenza divina. Gesù contesta una simile opinione.

E anche un’altra opinione. Molti rabbini pensavano: i grandi meriti di Abramo sarebbero stati utilizzati a bene­ficio di tutti i discendenti; Abramo può salvare i suoi figli persino dalla Geenna; tutti gli israeliti, ad eccezione di determinate classi di delinquenti particolarmente gravi, sarebbero stati un giorno liberati dalla Geenna. Gesù non è di questo parere. Non basta l’appartenenza a un popolo per essere salvi. Conta il modo con cui si è vissuto.

Si noti che il ricco non è condannato perché violento ed oppressore, ma semplicemente perché vive da ricco, ignorando il povero. Questo pensiero è completato dalla seconda parte della parabola, dove sono di scena i fratelli che continuano a vivere senza sospetto nella loro ricchezza. È proprio il loro vivere da ricchi che li rende ciechi di fronte al povero (eppure così vicino) e ciechi di fronte alle Scritture (eppure così chiare). Il ric­co non osteggia Dio e non opprime il povero, semplicemente non lo vede. Sta qui il grande pericolo della ric­chezza, ed è questa forse la principale lezione della parabola. Il ricco vorrebbe che i suoi fratelli fossero av­vertiti. Ma a che servirebbe avvertirli? Hanno già i profeti e Mosè, non occorre altro. Non sono le voci che mancano, non sono le verifiche, ma la libertà per comprendere, la lucidità per vedere. Il vivere da ricco rende ciechi.

Don Bruno Maggioni

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...