Gli attributi di Dio

Schema della catechesi di venerdí 7 gennaio 2010. Questo testo é in rete su diversi siti…

Si usa di solito fare una distinzione fra attributi comunicabili ed incomunicabili. Di questi ultimi non c’è traccia nella creatura, dei primi ve ne sono.

  • Gli attributi incomunicabili di Dio sono quelle caratteristiche della sua essenza che possiede in modo esclusivo: segnano l’assoluta distinzione che c’è fra Dio e le sue creature.
  • Gli “attributi comunicabili” di Dio sono quelle caratteristiche che trovano una qualche somiglianza nella creatura umana. Quello che, però, è possibile trovare nell’essere umano è limitato ed imperfetto, mentre in Dio queste caratteristiche sono illimitate e perfette.

1. Gli attributi incomunicabili. Essi mettono in evidenza l’assoluta differenza fra Dio e la creatura, ed includono i seguenti:


a. L’indipendenza o aseità di Dio. Questo significa che Dio ha la base della propria esistenza in Sé stesso, e a differenza dell’uomo, Egli non dipende da alcunché sia esterno a Sé stesso. Nel Suo Essere, virtù ed azioni Egli è indipendente, e Egli rende ogni creatura dipendente da Lui. L’idea è contenuta nel nome Yahweh stesso, e trova espressione nei segg. Testi: Sl 33:11; 115:3; Is 40:18-26; Da 4:35; Gv 5:26; Ro 11:33-36; At 17:25; Ap 4:11.
b. L’immutabilità di Dio. La Scrittura insegna che Dio è immutabile. Per sempre Egli è lo stesso nel Suo Essere divino e perfezioni, come pure nei Suoi propositi e promesse. Nu 23:19; Sl 33:11; 102:27; Mal 3:6; Eb 6:17; Gm 1:17. Questo non significa, però, che in Dio non vi sia movimento. La Bibbia ne parla come di Colui che viene e va, come di Colui che si nasconde e si rivela. Di Dio vien pure detto che Egli si pente, ma questo è evidentemente un modo umano di parlare di Dio Es 32:14; Gn 3:10, e di fatto indica un cambiamento nei rapporti fra uomo e Dio.
c. L’infinità di Dio. Questo significa che Dio non è soggetto a limitazioni. Possiamo parlare della Sua infinità in più che un senso. Considerato in rapporto al Suo Essere, questo può essere chiamato la Sua assoluta perfezione. Egli è illimitato quanto a conoscenza ed a sapienza, nella Sua bontà ed amore, nella Sua giustizia e santità Gb 11:7-10; Sl 145:3. Considerato in rapporto al tempo, essa viene chiamata la Sua eternità. Sebbene nella Scrittura questa sia rappresentata come durata senza fine Sl 90:2; 102:12, essa in realtà significa che Egli è al di sopra del tempo e quindi non soggetto alle sue limitazioni. Per Lui vi è solo un eterno presente, e nessun passato o futuro. Considerato in riferimento allo spazio; essa è chiamata la Sua immensità. Egli è presente in ogni luogo; dimora con tutte le sue creature, riempie ogni punto dello spazio, ma non è in alcun modo limitato dallo spazio 1Re 8:27; Sl 139:7-10; Is 66:1; Gr 23:23-24; At 17:27-28.
d. La semplicità di Dio. Ascrivendo semplicità a Dio intendiamo dire che Egli non è composto di varie parti, come ad es. l’anima e il corpo dell’uomo, e per questa stessa ragione Egli non è soggetto a divisioni. Le tre persone della Trinità non possono essere considerate tre parti in cui la Sua essenza divina sia composta. L’intero Essere di Dio appartiene a ciascuna delle Persone. Possiamo quindi dire che Dio ed i Suoi attributi sono uno, e che Egli è vita, luce, amore, giustizia, verità ecc.

2. Gli attributi comunicabili. Questi sono gli attributi dei quali troviamo nell’uomo una qualche somiglianza. È necessario però rammentare che ciò che vediamo nell’uomo è solo una somiglianza finita (limitata) ed imperfetta di ciò che in Dio è infinito (illimitato) e perfetto. Qui noi abbiamo:
a. La conoscenza di Dio. Essa è quella perfezione di Dio per la quale Egli, in modo tutto Suo proprio, conosce Sé stesso e tutte le cose possibili ed attuali. Dio possiede in Sé stesso questa conoscenza e non la ottiene dall’esterno. Essa è sempre completa e presente nella Sua mente. Proprio perché essa è onnicomprensiva, noi la chiamiamo onniscienza. Egli conosce ogni cosa, passata, presente e futura, e non solo le cose che hanno esistenza reale, ma anche quelle cose che sono semplicemente possibili 1Re 8:29; Sl 139:1-16; Is 46:10; Ez 11:5; At 15:18; Gv 21:17; Eb 4:13.
b. La sapienza di Dio. La sapienza di Dio è un aspetto della Sua conoscenza. È la virtù di Dio che si manifesta nella scelta di degni fini e nella scelta dei migliori mezzi per la realizzazione di quei fini. Il fine ultimo a cui sottopone ogni cosa è la Sua propria gloria Ro 11:33; 1 Co 2:7; Ef 1:6,12,14; Cl 1:16.
c. La bontà di Dio. Dio è buono, cioè, perfettamente santo in Sé stesso. Non si tratta però della bontà a cui ora facciamo riferimento. In questo caso ci riferiamo alla divina bontà che si rivela nel fare del bene ad altri. È quella perfezione che lo spinge a trattare con generosa benevolenza con tutte le sue creature. La Bibbia fa riferimento ripetutamente ad essa: Sl 36:6; 104:21; 145:8-9,16; Mt 5:45; At 14:17.
d. L’amore di Dio. Spesso questo è chiamato l’attributo fondamentale di Dio, ma è discutibile se esso possa oppure no essere considerato maggiore o più centrale degli altri attributi. In virtù dell’amore Egli si compiace delle Sue perfezioni e nell’uomo come riflesso della propria immagine. Potrebbe essere considerato da vari punti di vista. L’amore immeritato di Dio che si rivela nel perdonare il peccato è chiamato grazia Ef. 1:6-7; 2:7-9; Tt 2:11: L’amore che solleva dalla miseria coloro che soffrono le conseguenze del peccato è chiamato la Sua misericordia o tenere compassioni Lu 1:54,72,78; Ro 15:9; 9:16,18; Ef 2:4. Quando poi Egli sopporta il peccatore che non presta attenzione alle istruzioni ed agli ammonimenti di Dio, è chiamato longanimità Ro 2:4; 9:22; 1Pi 3:20; 2Pi 3:15.
e. La santità di Dio. La santità di Dio è prima di tutto quella divina perfezione attraverso la quale Egli è assolutamente distinto da tutte le Sue creature ed esaltato al di sopra di loro in infinita maestà Es 15:11; Is 57:15. In secondo luogo essa denota il fatto che Egli è libero da ogni impurità morale o peccato, e quindi moralmente perfetto. Alla presenza dell’Iddio santo l’uomo è profondamente consapevole del proprio peccato Gb 34:10; Is 6:5; Ha 1:13.
f. La giustizia di Dio. La giustizia di Dio è quella perfezione per la quale Egli preserva la Sua santità contro ogni violazione della Sua legge. In virtù d’essa Egli mantiene il governo morale del mondo ed impone una giusta legge sull’uomo, premiando l’ubbidienza e punendo la disubbidienza Sl 99:4; Is 33:2; Ro 1:32. La giustizia di Dio che manifesta Sé stessa nell’elargire premi è chiamata giustizia rimunerativa; e quella che si rileva nell’amministrare punizioni è chiamata giustizia retributiva. La prima è in realtà espressione del Suo amore, la seconda della Sua ira.
g. La veracità di Dio. Questa è quella perfezione di Dio in virtù della quale Egli è verace nel Suo Essere interiore, nella Sua rivelazione, ed in rapporto al Suo popolo. Egli è il vero Dio in contrapposizione agli idoli, conosce le cose come stanno realmente, ed è fedele nell’adempimento delle Sue promesse. Da quest’ultimo punto di vista questo attributo viene pure chiamato la fedeltà di Dio Nu 23:19; 1Co 1:9; 2Ti 2:13; Eb 10:23.
h. La sovranità di Dio. Essa può essere considerata sotto due punti di vista, cioè: La Sua volontà sovrana, e il Suo potere sovrano. La volontà di Dio viene rappresentata dalle Scritture come la causa ultima di tutte le cose Ef 11:1; Ap 4:11. Sulla base di Deuteronomio 29:29 si è soliti distinguere fra la volontà di Dio segreta e la volontà di Dio rivelata. La prima è la volontà del decreto di Dio, la quale è nascosta in Dio e può essere conosciuta solo dai suoi effetti, e la seconda è la volontà dei Suoi precetti, i quali sono rivelati nella legge e nell’Evangelo. La volontà di Dio al riguardo delle Sue creature è assolutamente libera Gb 11:10; 33:13; Sl 115:3; Pr 21:1; Mt 20:15; Ro 9:15-18; Ap 4:11. Le opere peccaminose dell’uomo sono pure sottoposte alla sovrana volontà di Dio Ge 50:20; At 2:23. Il potere di eseguire la Sua volontà è chiamato la Sua onnipotenza. Egli può fare ogni cosa. La Bibbia ci dice che pure vi sono delle cose che Dio non può fare. Egli non può mentire, peccare, rinnegare Sé stesso Nu 23:19; 1Sa 15:29; 2Ti 2:13; Eb 6:18; Gm 1:13-17. Questo significa che Egli può, per il semplice esercizio della Sua volontà, far accadere qualunque cosa Egli abbia deciso di realizzare e che, se ciò desiderasse, Egli potrebbe fare ben più che questo Ge 18:14, Gr 32:27; Za 8:6; Mt 3:9; 26:53.

Indipendenza. Gv 5:26
Immutabilità. Mal 3:6; Gm 1:17
Eternità. Sl 90:2; 102:27
Onnipresenza. Sl 139:7-10; Gr 23:24
b. Attributi comunicabili:

Onniscienza. Gv 21:17; Eb 4:13
Sapienza. Sl 104:24; Da 2:20-21
Bontà. Sl 86:5; 118:29
Amore. Gv 3:16; 1Gv 4:8
Grazia. Ne 9:17; Ro 3:24
Misericordia. Ro 9:18; Ef 2:4-5
Longanimità. Nu 14:18; Ro 2:4
Santità. Es 15:11; Is 6:3; Sl 89:14, 145:17; 1Pi 1:17
Veracità o fedeltà. Nu 23:19; 2Ti 2:13
Sovranità. Ef 1:11; Ap 4:11
Volontà segreta e rivelata. De 29:29
Onnipotenza. Gb 42:2; Mt 19:26

Per lo studio ulteriore

Casi in cui la Bibbia identifica Dio con i Suoi attributi. Gr 23:6; Eb 12:29; 1Gv 1:5; 4:16
Come può Dio essere giusto e disposto alla grazia verso il peccatore allo stesso tempo? Za 9:9; Ro 3:24-26
La prescienza di Dio include avvenimenti condizionali. 1Sa 23:10-13; 2Re 3:19; Sl 81:13-15; 48:18; Gr 38:17-20; Ez 3:6; Mt 11:21.

Domande di revisione

In che modo suddividiamo gli attributi di Dio?
Quali appartengono a ciascuna di queste due classi?
Che cos’è l’indipendenza di Dio?
Che cos’è la Sua immutabilità?
Come possiamo spiegare il fatto che la Bibbia apparentemente contempli dei cambiamenti in Dio?
Che cosa sono l’eternità, l’immensità, e l’onnipresenza di Dio?
Che cos’è la semplicità di Dio e come possiamo provarla?
Qual è la natura e l’estensione della conoscenza in Dio?
In che modo la Sua sapienza è collegata alla Sua conoscenza?
Che cos’è la bontà di Dio? Può essere designata in altri modi?
Possiamo parlare dell’amore come di una caratteristica centrale di Dio?
Come possiamo distinguere la grazia, la misericordia e la longanimità di Dio?
Che cos’è la santità di Dio?
In che cosa Dio rivela la Sua giustizia?
Che cos’è incluso nella veracità di Dio?
Quali distinzioni applichiamo alla volontà di Dio?
Forse che talora sono in conflitto la volontà rivelata di Dio con la segreta?
L’onnipotenza di Dio implica che Egli possa fare tutto?

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