Sinodo dei Vescovi sulla Nuova Evangelizzazione

ROMA. Si è aperta ufficialmente domenica 7 ottobre, la XIII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, sul tema “La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana”. L’assise dei Padri Sinodali, chiamata a confrontarsi su come rilanciare l’annuncio del Vangelo nel mondo.

Presentiamo il programma ed i contenuti di questo sinodo, secondo le informazioni della Sala Stampa della Santa Sede.

Alle ore 10.30 di questa mattina, nell’Aula Giovanni Paolo II della Sala Stampa della Santa Sede, il Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, S.E. Mons. Nikola Eterovic, illustra ai giornalisti accreditati senso e svolgimento della XIII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, che si terrà in Vaticano dal 7 al 28 ottobre 2012 sul tema “La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana”.

Pubblichiamo di seguito l’intervento del Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi:

  • INTERVENTO S.E. MONS. NIKOLA ETEROVIC‚

Introduzione
“Andate in tutto il mondo e proclamante il Vangelo ad ogni creatura” (Mc 16,15). Con queste parole del Signor Gesù risorto, riportate nella parte conclusiva del Vangelo di san Marco, incomincia il tempo della missione della Chiesa. Essa esiste per evangelizzare, per annunciare sempre e dappertutto la Buona Notizia a tutti gli uomini di buona volontà. Il mandato rimane lo stesso, come lo stesso è Gesù Cristo “ieri e oggi e per sempre” (Eb 13,8), e il suo Vangelo, mentre cambiano i destinatari e le condizioni sociali, culturali, politiche e religiose in cui vivono. Il mandato missionario del Signore glorificato, vittorioso sul peccato e sulla morte, segnerà anche l’attività della ormai prossima XIII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi. Del resto, tale parola di Gesù Cristo ha guidato anche la riflessione del secondo capitolo dell’Instrumentum laboris intitolato “Tempo di nuova evangelizzazione”. Com’è noto, l’Assemblea sinodale avrà luogo dal 7 al 28 ottobre 2012 sul tema La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana. Al riguardo è importante tenere uniti i due aspetti dell’argomento sinodale. Esso, infatti, indica che lo scopo della nuova evangelizzazione è la trasmissione della fede. D’altra parte, il processo della trasmissione della fede, che oggi in molti casi trova ostacoli di varia indole, si svolge nell’ambito della nuova evangelizzazione.
La preparazione e lo svolgimento di un’Assemblea sinodale è un processo complesso ed esigente che richiede notevole attività nella Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi nell’organizzazione e, in particolare, per il coordinamento del concorso di numerose persone che partecipano all’Assise sinodale. In linea generale, in tale processo si potrebbero distinguere tre aspetti che si intrecciano mutualmente: dimensione spirituale, riflessione teologica pastorale e preparazione tecnica organizzativa.

Dimensione spirituale

La preghiera accompagna ed anima ogni attività sinodale. Del resto, il cristiano è invitato a pregare ininterrottamente (cfr 1 Tes 5, 17), seguendo l’esempio del Signore Gesù. A maggior ragione, una riunione di Vescovi, rappresentanti dell’episcopato del mondo intero, intorno al Vescovo di Roma e Presidente del Sinodo dei Vescovi, non si potrebbe svolgere se non in un ambiente di preghiera. La preghiera che ha accompagnato i lavori di preparazione, e che ha per icona il pellegrinaggio di Sua Santità Benedetto XVI a Loreto il 4 ottobre 2012, avrà un luogo preminente durante i lavori sinodali. In particolare, il Santo Padre presiederà quattro celebrazioni liturgiche. Con la solenne concelebrazione eucaristica del 7 ottobre inizierà la XIII Assemblea Generale del Sinodo dei Vescovi. Durante tale Eucaristia, Sua Santità dichiarerà dottori due santi della Chiesa: san Giovanni D’Avila e santa Ildegarda di Bingen. I lavori sinodali termineranno poi domenica 28 ottobre con la concelebrazione eucaristica di tutti i Pari sinodali e dei sacerdoti che hanno partecipato all’Assemblea. Domenica 21 ottobre, il Sommo Pontefice presiederà la Santa Messa di canonizzazione di 7 beati: Giacomo Berthieu, Pedro Calungsod, Giovanni Battista Piamarta, Maria del Monte Carmelo Sallés y Barangueras, Marianna Cope, Caterina Tekakwitha e Anna Schäffer. Particolare significato avrà l’Eucaristia dell’11 ottobre, in occasione del 50° dell’inizio del Concilio ecumenico Vaticano II e del 20° della promulgazione del Catechismo della Chiesa Cattolica. In tale occasione, il Santo Padre Benedetto XVI darà inizio all’Anno della fede che terminerà nella solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo, il 24 novembre 2013.

All’inizio dei lavori sinodali, i Padri sinodali invocano lo Spirito Santo, principale protagonista di ogni Assise sinodale. Ogni mattina la preghiera dell’Ora Media aprirà i lavori. Anche le riunioni pomeridiane saranno precedute da una breve orazione. I lavori saranno poi conclusi, la mattina e la sera con una cordiale invocazione alla protezione della Beata Vergine Maria, Madre della Chiesa e Stella della nuova evangelizzazione. Accanto all’aula sinodale, nell’adiacente cappella, vi sarà il Santissimo sacramento, in modo da offrire ai partecipanti all’Assemblea sinodale, prima e dopo le riunioni, la possibilità di sostare in meditazione davanti al Maestro che continua ad inviare i suoi discepoli per le strade del mondo ad annunciare il Vangelo, la Buona Notizia anche per l’uomo contemporaneo.La Segreteria Generale ha ricevuto l’assicurazione di preghiere da parte di molti singoli e di comunità ecclesiali. A tutti siamo grati per tale importante supporto che, non c’è dubbio, rafforzerà i legami di comunione non solamente tra i Vescovi riuniti con il Santo Padre nell’Assemblea sinodale, bensì con tutti i membri del Popolo di Dio che seguono i lavori sinodali.

II) Riflessioni teologico-pastorali

Dopo che il Santo Padre Benedetto XVI aveva scelto il tema dell’Assise sinodale, in seguito alla consultazione dell’episcopato della Chiesa Cattolica, la Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi ha redatto i Lineamenta, documento di riflessione sull’argomento prescelto. Esso è stato redatto con l’aiuto del Consiglio Ordinario della Segreteria Generale e con il concorso di alcuni esperti. I Lineamenta sono stati pubblicati il 4 marzo 2011. Gli organismi ecclesiali, con i quali la Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi ha rapporti istituzionali, sono stati pregati di rispondere al Questionario dei Lineamenta entro il 1° novembre 2011. Dall’alto numero di risposte che ha raggiunto il 90,5 % si può constatare il grande interesse delle Chiese particolari e di altri organismi sull’argomento della riflessione sinodale. In particolare, le risposte sono state ripartite nel modo seguente: di 13 Chiese Orientali Cattoliche sui iuris hanno risposto 11, e di 26 Dicasteri della Curia Romana hanno risposto 25. Inoltre, la Segreteria Generale ha ricevuto la risposta anche dell’Unione dei Superiori Generali. Di 114 Conferenze Episcopali hanno risposto 93. Per quanto riguarda i singoli continenti le risposte corrispondono alle seguenti percentuali: al 100 % l’Oceania, al 95,8 % l’America, al 88,8 % l’Asia, all’81,25 l’Europa e al 66,6 % l’Africa. Il Consiglio Ordinario della Segreteria Generale ha analizzato tali risposte che sono state sintetizzate nell’Instrumentum laboris. Tale documento è stato reso noto il 19 giugno 2012. Dato che si tratta in realtà dell’Ordine del giorno dell’Assise sinodale, ogni Padre sinodale dovrà farne riferimento nel suo intervento. In tale modo la riflessione sinodale dovrebbe approfondire i temi già abbozzati apportando nuova luce su argomenti di grande attualità ecclesiale e sociale.

Altri documenti hanno avuto importante ruolo nella preparazione dell’Assise sinodale. Si tratta, in primo luogo, delle riflessioni del Santo Padre Benedetto XVI in vari suoi pronunciamenti. In questa sede, oltre alle catechesi sulla preghiera, mi sembra necessario ricordare due documenti di particolare rilievo. Si tratta di due Lettere Apostoliche in forma di Motu proprio. La prima è Ubicumque et semper del 21 settembre 2010, con la quale il Sommo Pontefice ha eretto il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione. La seconda è Porta fidei, dell’11 ottobre 2011, con la quale il Santo Padre Benedetto XVI ha indetto l’Anno della fede. Entrambi i documenti sono stati pure recepiti nei documenti di preparazione dell’Assemblea sinodale.

III) Preparazione tecnica organizzativa

Secondo le norme dell’Ordo Synodi Episcoporum, all’Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi partecipano ex officio i Capi delle Chiese Orientali cattoliche sui iuris e dei Dicasteri della Curia Romana. Oltre i Padri sinodali di nomina Pontificia, gli altri Padri sinodali vengono eletti dalle rispettive Conferenze Episcopali, dalle Chiese Orientali Cattoliche sui iuris, se oltrepassano il numero di 25 Vescovi, come pure dall’Unione dei Superiori Generali che hanno diritto di eleggere 10 membri. La Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi deve coordinare il processo di ratifica da parte del Santo Padre dei Padri sinodali eletti.

Ovviamente, nello svolgimento dei lavori sinodali di grande importanza è il personale tecnico coordinato dagli Officiali della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi.

IV) Partecipanti all’Assemblea sinodale

Alla XIII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi parteciperanno 262 Padri sinodali, il numero più elevato nella storia dei Sinodi. Dall’Europa provengono 103, dall’America 63, dall’Africa 50, dall’Asia 39 e dall’Oceania 7. La maggioranza dei Padri sinodali, precisamente 182, è stata eletta, 172 dalle Conferenze Episcopali e 10 dall’Unione dei Superiori Generali; 3 sono stati designati dalle Chiese Orientali Cattoliche sui iuris; 37 partecipano ex officio, 40 sono stati nominati dal Santo Padre. Tra essi vi sono 6 Patriarchi, 49 Cardinali, 3 Arcivescovi Maggiori, di cui uno è Cardinale, 71 Arcivescovi, 120 Vescovi e 14 sacerdoti. Per quanto riguarda l’ufficio che svolgono, 10 sono Capi delle Chiese Orientali sui iuris, 32 Presidenti delle Conferenze Episcopali, 26 Capi dei Dicasteri della Curia Romana, 211 Ordinari e 11 Ausiliari.

Com’è noto, il Santo Padre Benedetto XVI ha nominato, sabato 22 ottobre 2011, Relatore Generale Sua Eminenza il Card. Dondald William Wuerl, Arcivescovo di Washington (USA), e Segretario Speciale Sua Eccellenza Mons. Pierre-Marie Carré, Arcivescovo di Montpellier (Francia).
In data del 29 giugno 2012, Sua Santità ha nominato tre Presidenti Delegati: Sua Eminenza il Card. John Tong Hon, Vescovo di Hong Kong (Cina); Sua Eminenza il Card. Francisco Robles Ortega, Arcivescovo di Guadalajara (Messico), e Sua Eminenza il Card. Laurent Monsengwo Pasinya, Arcivescovo di Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo).

All’Assemblea sinodale prenderanno parte anche 45 Esperti e 49 Uditori, uomini e donne, che sono stati scelti tra tanti specialisti e persone impegnate nell’evangelizzazione in tutti e cinque continenti.
Ai lavori parteciperanno anche i Delegati fraterni, rappresentanti di 15 Chiese e comunità ecclesiali che non sono ancora in piena comunione con la Chiesa Cattolica. Al riguardo, è importante far presente che Sua Grazia dott. Rowan Douglas Williams, Arcivescovo di Canterbury e Primate di tutta l’Inghilterra e della Comunione Anglicana, interverrà nel corso dell’Assemblea sinodale. Inoltre, Sua Santità Bartolomeo I, Arcivescovo di Costantinopoli e Patriarca ecumenico, prenderà parte alla solenne eucaristia dell’11 ottobre. Tali presenze apportano un notevole contributo ecumenico all’Assise sinodale.

All’Assise sinodale prenderanno parte che 3 Invitati speciali: fratello Alois, Priore di Taizé (Francia), il Rev. Lamar Vest, Presidente dell’American Bible Society (USA) e il Sig. Werner Arber, Professore di Microbiologia nel Biozentrum dell’Università di Basilea (Svizzera) e Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze.

Il dialogo con gli incaricati dei mezzi di comunicazione assicureranno regolarmente 5 Addetti stampa, ognuno in una delle lingue dell’Assemblea sinodale. Essi incontreranno i giornalisti ogni giorno eccetto lunedì 8, giovedì 18, venerdì 26 e sabato 27 ottobre, quando sono previste le Conferenze stampa con la partecipazione dei Padri sinodali.

Saranno d’aiuto ai Padri sinodali 32 Assistenti e 30 Traduttori. In tutto, alla XIII Assemblea Generale Ordinaria parteciperanno oltre 400 persone.

V) Eventi di rilievo

Dal programma dei lavori sinodali, approvato debitamente dal Santo Padre Benedetto XVI, risulta che sono previste 23 Congregazioni Generali e 8 Sessioni dei Circoli minori. Nella prima riunione, i membri dei 12 Circoli minori, divisi per le lingue ufficiali del Sinodo, sceglieranno un Moderatore e un Relatore. Come indica il nome, il Moderatore dovrà moderare le discussioni, mentre il Relatore dovrà esporre il contenuto essenziale dei risultati di tali discussioni nella Congregazione generale di venerdì 19 ottobre.

Di vari eventi significativi, sembra opportuno segnalare quanto segue.- Nel primo giorno dei lavori, 8 ottobre, sono previste le relazioni del Segretario Generale e del Relatore Generale. Nella Sessione pomeridiana sono programmati brevi interventi di rappresentanti dell’episcopato dei cinque continenti sul tema dell’Assemblea sinodale. Essi dovrebbero indicare in sintesi come è stato percepito il tema sinodale nella realtà delle Chiese particolari dei singoli continenti.

– Il 9 ottobre, nella Congregazione generale pomeridiana Sua Eminenza il Sig. Card. Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi, riferirà sulla recezione dell’Esortazione Apostolica Postsinodale Verbum Domini, risultato della XII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi che ha avuto luogo nel mese di ottobre del 2008.

– Mercoledì 10 ottobre, Sua Grazia dott. Rowan Douglas Williams, Arcivescovo di Canterbury e Primate di tutta l’Inghilterra e della Comunione Anglicana, nella Congregazione generale del pomeriggio, si rivolgerà all’Assemblea per illustrare dal punto di vista anglicano la sfida della nuova evangelizzazione e della trasmissione della fede cristiana.- Venerdì 12 ottobre il Sig. Werner Arber, Professore di Microbiologia nel Biozentrum dell’Università di Basilea (Svizzera) e Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze, fornirà alcune riflessioni sul rapporto tra scienza e fede. Anch’egli interverrà nella Congregazione generale pomeridiana.

I menzionati interventi dovrebbero animare la discussione libera che è prevista alla fine di ogni Congregazione Generale pomeridiana.Nel corso della celebrazione eucaristica dell’11 ottobre, il Patriarca Ecumenico Bartolomeo I rivolgerà un indirizzo al Vescovo di Roma Benedetto XVI e a tutti i partecipanti alla Santa Messa con la quale inizierà l’Anno della fede.

All’inizio dei lavori, i Padri sinodali sceglieranno i membri della Commissione del Messaggio, composta da 12 membri, di cui il Presidente Sua Eccellenza Mons. Claudio Maria Celli, Presidente del Pontificio Consiglio per i mezzi di comunicazione sociale, e il Vice-Presidente Sua Eccellenza Mons. Luis Antonio G. Tagle, Arcivescovo di Manila (Filippine) sono stati nominati dal Santo Padre. Sua Santità nominerà altri due membri, mentre i restanti 8 saranno scelti dai Padri sinodali. Tale Commissione preparerà un Messaggio (Nuntius) che dopo l’approvazione dei Padri sinodali sarà pubblicato per informare il Popolo di Dio sui temi trattati nel corso dell’Assise sinodale.

VI) Conclusione

Considerata l’esperienza delle Assemblee sinodali precedenti, la metodologia sinodale, modificata dal Santo Padre Benedetto XVI nell’anno 2005, rimarrà sostanzialmente invariata. Pertanto, ogni Padre sinodale avrà a disposizione 5 minuti per fare il suo intervento nel corso delle Congregazioni generali. Durante la discussione libera, prevista in ogni Congregazione generale pomeridiana dalle ore 18 alle 19, ogni intervento dei Padri sinodali non durerà più di 3 minuti, per favorire una maggiore partecipazione alla discussione quale espressione della comunione e del senso collegiale.
Gli interventi dei Delegati fraterni, degli Uditori e delle Uditrici non dovrebbero superare 4 minuti.I testi preparati dai partecipanti al Sinodo possono essere più lunghi e consegnati alla Segreteria Generale. Ad ogni modo, sarà pubblicato un breve riassunto, curato da ogni Padre sinodale, secondo le indicazioni del Vademecum. Il limite del tempo dovrebbe permettere ad un maggior numero di partecipanti all’Assise di intervenire e così arricchire ulteriormente la riflessione sinodale.

Per facilitare il lavoro, e guadagnare tempo, anche nel corso della XIII Assemblea Generale Ordinaria saranno adoperati gli apparecchi di votazione elettronica. Tuttavia, considerando l’importanza delle votazioni delle Proposizioni, sarà mantenuta la prassi collaudata secondo la quale tale votazione sarà fatta sia per iscritto sia in modo elettronico. Occorre tener presente, tra l’altro, che le Proposizioni possono essere votate, per iscritto, anche dai Padri sinodali impediti a partecipare alla Congregazione generale in cui si svolge la votazione elettronica. Pertanto, i risultati ufficiali saranno quelli calcolati dall’apposita Commissione di scrutinio che verrà formata a suo tempo e che si occuperà dello spoglio delle schede cartacee.

Il Calendario delle attività della XIII Assemblea Generale Ordinaria indica gli atti importanti ai quali si auspica la partecipazione corale dei Padri sinodali. L’assidua presenza nella preghiera, nell’ascolto e nella riflessione non mancherà di accrescere ulteriormente l’affetto collegiale tra i Vescovi, tra loro e il Vescovo di Roma, capo del collegio episcopale. Inoltre, la partecipazione ai lavori sinodali di qualificati membri del Popolo di Dio rafforzerà ancora di più i legami tra tutti i membri della Chiesa Cattolica. La presenza all’Assise sinodale di Delegati fraterni darà un rilevante aspetto ecumenico all’Assemblea sinodale. Esso sarà rafforzato dalla partecipazione del Patriarca Ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I e da Sua Grazia dott. Rowan Douglas Williams, Arcivescovo di Canterbury e Primate di tutta l’Inghilterra e della Comunione Anglicana. Insieme pregheremo che si realizzi quanto prima la preghiera del Signore Gesù: “perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato” (Gv 17, 21). L’ingente opera di evangelizzazione e di nuova evangelizzazione del mondo attuale esige il concorso di tutte le Chiese e le comunità ecclesiali. Accompagniamo tale processo con la preghiera, con la testimonianza della vita cristiana e con il rinnovato dinamismo nel confessare, in comunione con il Santo Padre Benedetto XVI, 264° successore di san Pietro Apostolo: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente” (Mt 16,16).

8. ANNO DELLA FEDE

Nota
 con indicazioni pastorali per l’Anno della fede

Introduzione

Con la Lettera apostolica Porta fidei dell’11 ottobre 2011, il Santo Padre Benedetto XVI ha indetto un Anno della fede. Esso avrà inizio l’11 ottobre 2012, nel cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II, e terminerà il 24 novembre 2013, Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo.

Quest’anno sarà un’occasione propizia perché tutti i fedeli comprendano più profondamente che il fondamento della fede cristiana è «l’incontro con un avvenimento, con una Persona che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva»[1]. Fondata sull’incontro con Gesù Cristo risorto, la fede potrà essere riscoperta nella sua integrità e in tutto il suo splendore. «Anche ai nostri giorni la fede è un dono da riscoprire, da coltivare e da testimoniare», perché il Signore «conceda a ciascuno di noi di vivere la bellezza e la gioia dell’essere cristiani»[2].

L’inizio dell’Anno della fede coincide con il ricordo riconoscente di due grandi eventi che hanno segnato il volto della Chiesa ai nostri giorni: il cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II, voluto dal beato Giovanni XXIII (11 ottobre 1962), e il ventesimo anniversario della promulgazione del Catechismo della Chiesa Cattolica, offerto alla Chiesa dal beato Giovanni Paolo II (11 ottobre 1992).

Il Concilio, secondo il Papa Giovanni XXIII, ha voluto «trasmettere pura e integra la dottrina, senza attenuazioni o travisamenti», impegnandosi affinché «questa dottrina certa e immutabile, che deve essere fedelmente rispettata, sia approfondita e presentata in modo che corrisponda alle esigenze del nostro tempo» [3]. Al riguardo, resta di importanza decisiva l’inizio della Costituzione dogmatica Lumen gentium: «Cristo è la luce delle genti: questo santo Concilio, adunato nello Spirito Santo, desidera dunque ardentemente, annunciando il Vangelo ad ogni creatura (cfr Mc 16, 15), illuminare tutti gli uomini con la luce del Cristo che risplende sul volto della Chiesa»[4]. A partire dalla luce di Cristo che purifica, illumina e santifica nella celebrazione della sacra liturgia (cfr Costituzione Sacrosanctum Concilium) e con la sua parola divina (cfr Costituzione dogmatica Dei Verbum), il Concilio ha voluto approfondire l’intima natura della Chiesa (cfr Costituzione dogmatica Lumen gentium) e il suo rapporto con il mondo contemporaneo (cfr Costituzione pastorale Gaudium et spes). Attorno alle sue quattro Costituzioni, veri pilastri del Concilio, si raggruppano le Dichiarazioni e i Decreti, che affrontano alcune delle maggiori sfide del tempo.

Dopo il Concilio, la Chiesa si è impegnata nella recezione e nell’applicazione del suo ricco insegnamento, in continuità con tutta la Tradizione, sotto la guida sicura del Magistero. Per favorire la corretta recezione del Concilio, i Sommi Pontefici hanno più volte convocato il Sinodo dei Vescovi[5], istituito dal Servo di Dio Paolo VI nel 1965, proponendo alla Chiesa degli orientamenti chiari attraverso le diverse Esortazioni apostoliche post-sinodali. La prossima Assemblea Generale del Sinodo dei Vescovi, nel mese di ottobre 2012, avrà come tema: La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana.

Sin dall’inizio del suo Pontificato, Papa Benedetto XVI si è impegnato decisamente per una corretta comprensione del Concilio, respingendo come erronea la cosiddetta «ermeneutica della discontinuità e della rottura» e promuovendo quella che lui stesso ha denominato «l’“ermeneutica della riforma”, del rinnovamento nella continuità dell’unico soggetto-Chiesa, che il Signore ci ha donato; è un soggetto che cresce nel tempo e si sviluppa, rimanendo però sempre lo stesso, unico soggetto del Popolo di Dio in cammino»[6].

Il Catechismo della Chiesa Cattolica, ponendosi in questa linea, da una parte è un «autentico frutto del Concilio Vaticano II»[7], e dall’altra intende favorirne la recezione. Il Sinodo Straordinario dei Vescovi del 1985, convocato in occasione del ventesimo anniversario della chiusura del Concilio Vaticano II e per effettuare un bilancio della sua recezione, ha suggerito di preparare questo Catechismo per offrire al Popolo di Dio un compendio di tutta la dottrina cattolica e un testo di sicuro riferimento per i catechismi locali. Il Papa Giovanni Paolo II ha accolto tale proposta quale desiderio «pienamente rispondente a un vero bisogno della Chiesa universale e delle Chiese particolari»[8]. Redatto in collaborazione con l’intero Episcopato della Chiesa Cattolica, questo Catechismo «esprime veramente quella che si può chiamare la “sinfonia” della fede»[9].

Il Catechismo comprende «cose nuove e cose antiche (cfr Mt 13, 52), poiché la fede è sempre la stessa e insieme è sorgente di luci sempre nuove. Per rispondere a questa duplice esigenza, il Catechismo della Chiesa Cattolica da una parte riprende l’”antico” ordine, quello tradizionale, già seguito dal Catechismo di san Pio V, articolando il contenuto in quattro parti: il Credo; la sacra Liturgia, con i sacramenti in primo piano; l’agire cristiano, esposto a partire dai comandamenti; ed infine la preghiera cristiana. Ma, nel medesimo tempo, il contenuto è spesso espresso in un modo “nuovo”, per rispondere agli interrogativi della nostra epoca»[10]. Questo Catechismo è «uno strumento valido e legittimo al servizio della comunione ecclesiale» e «una norma sicura per l’insegnamento della fede»[11]. In esso i contenuti della fede trovano «la loro sintesi sistematica e organica. Qui, infatti, emerge la ricchezza di insegnamento che la Chiesa ha accolto, custodito ed offerto nei suoi duemila anni di storia. Dalla Sacra Scrittura ai Padri della Chiesa, dai Maestri di teologia ai Santi che hanno attraversato i secoli, il Catechismo offre una memoria permanente dei tanti modi in cui la Chiesa ha meditato sulla fede e prodotto progresso nella dottrina per dare certezza ai credenti nella loro vita di fede»[12].

L’Anno della fede vuol contribuire ad una rinnovata conversione al Signore Gesù e alla riscoperta della fede, affinché tutti i membri della Chiesa siano testimoni credibili e gioiosi del Signore risorto nel mondo di oggi, capaci di indicare alle tante persone in ricerca la “porta della fede”. Questa “porta” spalanca lo sguardo dell’uomo su Gesù Cristo, presente in mezzo a noi «tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28, 20). Egli ci mostra come «l’arte del vivere» si impara «in un intenso rapporto con lui»[13]. «Con il suo amore, Gesù Cristo attira a sé gli uomini di ogni generazione: in ogni tempo Egli convoca la Chiesa affidandole l’annuncio del Vangelo, con un mandato che è sempre nuovo.Per questo anche oggi è necessario un più convinto impegno ecclesiale a favore di una nuova evangelizzazione per riscoprire la gioia nel credere e ritrovare l’entusiasmo nel comunicare la fede»[14].

Per incarico di Papa Benedetto XVI [15], la Congregazione per la Dottrina della Fede ha redatto, in accordo con i competenti Dicasteri della Santa Sede e con il contributo del Comitato per la preparazione dell’Anno della fede[16],la presente Nota con alcune indicazioni per vivere questo tempo di grazia, senza precludere altre proposte che lo Spirito Santo vorrà suscitare tra i Pastori e i fedeli nelle varie parti del mondo.

Indicazioni

IV. A livello di parrocchie / comunità / associazioni / movimenti

1. In preparazione all’Anno della fede, tutti i fedeli sono invitati a leggere e meditare attentamente la Lettera apostolica Porta fidei del Santo Padre Benedetto XVI.

2. L’Anno della fede «sarà un’occasione propizia per intensificare la celebrazione della fede nella liturgia, e in particolare nell’Eucaristia»[31]. Nell’Eucarestia, mistero della fede e sorgente della nuova evangelizzazione, la fede della Chiesa viene proclamata, celebrata e fortificata. Tutti i fedeli sono invitati a prendervi parte consapevolmente, attivamente e fruttuosamente, per essere autentici testimoni del Signore.

3. I sacerdoti potranno dedicare maggior attenzione allo studio dei Documenti del Concilio Vaticano II e del Catechismo della Chiesa Cattolica, traendone frutto per la pastorale parrocchiale – la catechesi, la predicazione, la preparazione ai sacramenti – e proponendo cicli di omelie sulla fede o su alcuni suoi aspetti specifici, come ad esempio, “l’incontro con Cristo”, “i contenuti fondamentali del Credo”, “la fede e la Chiesa” [32].

4. I catechisti potranno attingere maggiormente alla ricchezza dottrinale del Catechismo della Chiesa Cattolica e guidare, sotto la responsabilità dei rispettivi parroci, gruppi di fedeli per la lettura e il comune approfondimento di questo prezioso strumento, al fine di creare piccole comunità di fede e di testimonianza del Signore Gesù.

5. Nelle parrocchie si auspica un rinnovato impegno nella diffusione e nella distribuzione del Catechismo della Chiesa Cattolica o di altri sussidi adatti alle famiglie, autentiche chiese domestiche e luoghi primari di trasmissione della fede, ad esempio nel contesto delle benedizioni delle case, dei Battesimi degli adulti, delle Confermazioni, dei Matrimoni. Ciò potrà contribuire alla confessione e all’approfondimento della dottrina cattolica «nelle nostre case e presso le nostre famiglie, perché ognuno senta forte l’esigenza di conoscere meglio e di trasmettere alle generazioni future la fede di sempre»[33].

6. Sarà opportuno promuovere missioni popolari e altre iniziative, nelle parrocchie e nei luoghi di lavoro, per aiutare i fedeli a riscoprire il dono della fede battesimale e la responsabilità della sua testimonianza, nella consapevolezza che la vocazione cristiana «è per sua natura anche vocazione all’apostolato»[34].

7. In questo tempo, i membri degli Istituti di Vita Consacrata e delle Società di Vita Apostolica sono sollecitati ad impegnarsi nella nuova evangelizzazione, con una rinnovata adesione al Signore Gesù, mediante l’apporto dei propri carismi e nella fedeltà al Santo Padre ed alla sana dottrina.

8. Le Comunità contemplative durante l’Anno della fede dedicheranno una particolare intenzione alla preghiera per il rinnovamento della fede nel Popolo di Dio e per un nuovo slancio nella sua trasmissione alle giovani generazioni.

9. Le Associazioni e i Movimenti ecclesiali sono invitati a farsi promotori di specifiche iniziative che, mediante il contributo del proprio carisma e in collaborazione con i Pastori locali, si inseriscano nel grande evento dell’Anno della fede. Le nuove Comunità e i Movimenti ecclesiali, in modo creativo e generoso, sapranno trovare i modi più adeguati per offrire la loro testimonianza di fede al servizio della Chiesa.

10. Tutti i fedeli, chiamati a ravvivare il dono della fede, cercheranno di comunicare la propria esperienza di fede e di carità[35] dialogando coi loro fratelli e sorelle, anche delle altre confessioni cristiane, con i seguaci di altre religioni, e con coloro che non credono, oppure sono indifferenti. In tal modo si auspica che l’intero popolo cristiano inizi una sorta di missione verso coloro con cui vive e lavora, nella consapevolezza di aver «ricevuto un messaggio di salvezza da proporre a tutti»[36].

Conclusione

La fede «è compagna di vita che permette di percepire con sguardo sempre nuovo le meraviglie che Dio compie per noi. Intenta a cogliere i segni dei tempi nell’oggi della storia, la fede impegna ognuno di noi a diventare segno vivo della presenza del Risorto nel mondo»[37]. La fede è un atto personale ed insieme comunitario: è un dono di Dio, che viene vissuto nella grande comunione della Chiesa e deve essere comunicato al mondo. Ogni iniziativa per l’Anno della fede vuole favorire la gioiosa riscoperta e la rinnovata testimonianza della fede. Le indicazioni qui offerte hanno lo scopo di invitare tutti i membri della Chiesa ad impegnarsi perché quest’Anno sia occasione privilegiata per condividere quello che il cristiano ha di più caro: Cristo Gesù, Redentore dell’uomo, Re dell’Universo, «autore e perfezionatore della fede» (Eb 12, 2).

Roma, dalla Sede della Congregazione per la Dottrina della Fede, il 6 gennaio 2012, Solennità dell’Epifania del Signore.

William Card. LevadaPrefetto

9. Benedetto XVI apre l’Anno della fede nel cinquantesimo anniversario dell’inizio del Vaticano II

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